Messa di Pasqua, il vescovo Crepaldi: "Al servizio dei tanti poveri della città"

All'interno dell'omelia pronunciata questa mattina nella cattedrale di San Giusto numerosi riferimenti alla famiglia, alla donna, alla pornografia nei mass media e allo sfruttamento lavorativo. Non è mancato il passaggio sul crescente individualismo sociale

Questa mattina il vescovo di Trieste monsignor Gianpaolo Crepaldi ha celebrato la Santa Messa di Pasqua davanti a centinaia di fedeli. Durante la celebrazione eucaristica Crepaldi ha pronunciato la consueta omelia, lanciando alcuni messaggi precisi alla propria comunità e non solo, soprattutto in direzione della famiglia. Alla messa erano presenti per il Comune di Trieste l'assessore al Sociale, Carlo Grilli, e l'assessora all'Urbanistica, Luisa Polli

"Difendere la sacralità della famiglia"

Una primavera di speranza e di vita, secondo il vescovo, si sprigiona dalla resurrezione di Gesù che rende i fedeli pronti "a custodire e a coltivare il valore della vita minacciata dalla pratica dell'aborto e da subdoli tentativi di introdurre l'eutanasia, pronti a difendere la sacralità della famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, combattuta al giorno d'oggi oltre ogni misura". 

"Pronti a contrastare la pornografia nei mass media"

Spazio poi alla donna, ai poveri e alla pornografia che che i mass media diffonderebbero. "Pronti a metterci al servizio dei tanti poveri che popolano la nostra città, spesso oggetto di disprezzo ingiustificato; pronti a contrastare la violenza verso le donne, lo sfruttamento nell'ambito lavorativo e la crescente diffusione della pornografia nei mass-media che sta mettendo a rischio la crescita armoniosa di tanti adolescenti". Ultimo passaggio poi dedicato al crescente individualismo. "Pronti a far crescere in tutti il sentimento dell'amicizia civile in una stagione sociale sempre più segnata da un egoismo distruttivo e insensato".

Di seguito il testo integrale dell'omelia

Alleluia, Cristo è risorto! È veramente risorto! La vita ha vinto la morte, l'amore il peccato, la verità la menzogna! Con la sua risurrezione, Gesù è passato da questo mondo al Padre, donandoci il perdono dei peccati e la vita eterna, spalancandoci così le porte del cielo! Nel brano del Vangelo che è stato proclamato, vengono descritte le reazioni di tre personaggi di fronte all'evento della risurrezione del Signore Gesù: Maria di Magdala che, piena di amore, per prima si mette in cammino per cercarlo, ne resta turbata e impaurita, incapace di capire la novità della vita che vince la morte; san Pietro, con il cuore ancora gravato dal peso del suo tragico tradimento, guarda e non dice nulla, come se sospendesse il giudizio; san Giovanni invece vide e credette.

La sua fede trovò in seguito espressione in queste parole di san Paolo: "Ora, invece, Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti. Poiché, se a causa di un uomo venne la morte, a causa di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti; e come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo." (1Cor 15,21-22). Senza la risurrezione di Cristo, la morte resta inesorabile, tragica, definitiva. Come san Giovanni, anche noi cristiani, tutte le volte che siamo riuniti in assemblea eucaristica, annunciamo la morte del Signore e proclamiamo la sua risurrezione. Una professione di fede pasquale che esprime la nostra consapevolezza di battezzati, di morti con Cristo e rinati in Cristo nel dono dello Spirito Santo. Uomini nuovi e donne nuove che vivono e annunciano la morte e la risurrezione di Cristo nell’attesa della sua venuta

Carissimi fratelli e sorelle, Sant'Agostino scrisse: “La risurrezione del Signore è la nostra speranza". Dalla risurrezione di Gesù si sprigiona infatti una primavera di speranza e di vita che investe il mondo, rendendoci pronti con la nostra testimonianza cristiana ad aiutare Gesù risorto ad affermare la sua vittoria sulla morte.

Pronti a custodire e a coltivare il valore della vita minacciata dalla pratica dell'aborto e da subdoli tentativi di introdurre l'eutanasia; pronti a difendere la sacralità della famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, combattuta al giorno d'oggi oltre ogni misura; pronti a metterci al servizio dei tanti poveri che popolano la nostra città, spesso oggetto di disprezzo ingiustificato; pronti a contrastare la violenza verso le donne, lo sfruttamento nell'ambito lavorativo e la crescente diffusione della pornografia nei mass-media che sta mettendo a rischio la crescita armoniosa di tanti adolescenti;  pronti a far crescere in tutti il sentimento dell'amicizia civile in una stagione sociale sempre più segnata da un egoismo distruttivo e insensato.

Chi crede nella risurrezione di Gesù, chi è risorto con Cristo, vive di una fede incrollabile: la fede nella presenza amorosa e salvatrice del Cristo che, prendendoci per mano, ci porta fuori dalle miserie mortifere dei peccati personali e collettivi e ci incammina sulle strade della vita e della speranza. Con Maria gridiamo con gioia il nostro Alleluia al Signore risorto! Con questi sentimenti auguro a tutti una santa e buona Pasqua!

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Commenti (8)

  • Rtdicolo.!

  • si ritorna indietro di 100 anni

  • Grande Vescovo grande uomo di chiesa proclamare le verità di fede ad alta voce è scomodo e si viene crocifissi come lo fu nostro Signore bravo mon Crepaldi chiaro limpido e senza paura sulle orme di Papa Benedetto annuncia che ci sono Valori non negoziabili !!!

    • ahahahah ma te scherzi vero? xe ironiche le tue parole? o te son la sua perpetua?

  • Crepaldi sei solo un razzista ed un omofobo di merda. Spero tu possa vivere il più a lungo possibile e tra atroci sofferenze di ogni tipo

  • crepaldi uno dei peggiori vescovi di trieste, supponente, arrogante, lo manderei dai suoi amici in africa, una brutta persona.

  • Poveri locali o solo dei migranti come molte associazioni? Perché tra voi ed il pd non ve li spartite e ve li tenete a casa vostra?

  • "Al servizio dei tanti poveri della città" Tipo? Per fortuna siete una specie in via di estinzione

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