Migranti in provincia: 1 milione e 900 mila euro in 3 anni per lo Sprar, al 95% dal Ministero

L'assessore Gandini a Muggia: «Si creerà un indotto positivo in termini occupazionali: le figure necessarie alla gestione vengono cercate tra le competenze sul territorio»

Foto di repertorio

Pubblicato giovedì scorso il bando sullo Sprar nel Comune di Muggia. «Siamo convinti della valenza di un modello di accoglienza sempre più diffusa sul territorio - ha dichiarato l'assessore Luca Gandini -, teso a evitare la concentrazione degli accolti in realtà isolate, favorendo un’equa distribuzione territoriale che garantisca standard elevati di accoglienza (come peraltro raccomandano le Linee Guida dello Sprar) oltre ad evitare la ghettizzazione e tutte le conseguenze derivanti».

Mentre in tutta la regione l’accoglienza è ormai in atto, questo è il primo esempio di attivazione del sistema Sprar nei territori dei Comuni di Muggia – Ente capofila - e San Dorligo della Valle/Dolinala, che si apprestano ora alla selezione di un ente attuatore per la co-progettazione e la successiva gestione dei servizi componenti la rete Sprar, subordinata all’attivazione del finanziamento da parte del Ministero dell’Interno sul Fondo nazionale per le politiche ed i servizi dell’asilo.

In questo scenario, non si può sottovalutare che anche il Prefetto di Trieste, in sintonia con quanto previsto dalla Direttiva del Ministro dell’Interno dd. 11.10.16, ha assicurato che i Comuni che aderiranno alla rete Sprar saranno salvaguardati dall’attivazione di ulteriori strutture di accoglienza (clausola di salvaguardia). «Lo Sprar (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) deve essere percepito come parte integrante del welfare locale e, come tale, complementare agli altri servizi pubblici alla cittadinanza garantiti sul territorio - ha precisato Gandini - Bisogna ricordare però che è il Ministero dell’Interno a erogare il 95% delle risorse economiche necessarie per la realizzazione delle misure di accoglienza, e solo il rimanente 5% è cofinanziato o dal Comune proponente o dall’eventuale ente attuatore o ancora da enti locali partners indicati nella domanda di contributo. E il cofinanziamento può consistere nella valorizzazione di beni, servizi o personale messi a disposizione del progetto”.

Il valore complessivo stimato presunto annuo dei servizi dello Sprar di Muggia e San Dorligo/Dolina è pari a 630.720 euro. Detti servizi avranno la durata di 36 mesi, presumibilmente decorrenti dal 01 gennaio 2018 al 31 dicembre 2020 (l’attivazione dei servizi è comunque subordinata alla concessione del finanziamento da parte del Ministero dell’Interno). Un presunto valore complessivo per il triennio, quindi, di 1.892.160 euro onnicomprensivo (coprirà tutti i costi e le spese sostenute dall’ente attuatore selezionato per l’erogazione dei servizi). 

Una ricaduta economica importante per il territorio muggesano: «Non si deve nascondere che esiste anche un ritorno economico per la comunità. Della quota giornaliera a persona che arriva per la gestione del progetto SPRAR, 2,50 euro vanno ai migranti per il pocket giornaliero, il resto rimane sul territorio. Creando un indotto positivo anche in termini occupazionali: le stesse figure necessarie alla gestione del progetto vengono cercate tra le competenze sul territorio».

E anche sul piano immobiliare, si aprono prospettive di stipule di nuovi contratti di affitto per immobili adatti ad ospitare i migranti, riaprendo case che altrimenti sarebbero rimaste vuote o riempiendo appartamenti sfitti da tempo. «Anche da questo punto di vista vi è un ritorno economico: ovviamente per i proprietari, ma anche per il Comune, perché significa Tari, Tasi e altre tasse in più che entrano nelle casse pubbliche e che vengono riconvertite in nuovi servizi aggiunti per la comunità». Non si sottovaluti che anche gli alimentari, le farmacie ed i negozi del territorio guadagnano nuovi clienti, che potrebbero integrarsi ancor più attraverso percorsi finalizzati a superare la condizione di passività attraverso l’individuazione di attività di volontariato e utilità sociale.

Per la realizzazione dei servizi di accoglienza integrata i Comuni, vista la complessità degli interventi e delle procedure sia sul piano gestionale che su quello organizzativo, potranno avvalersi, dunque, di uno o più “enti attuatori”, selezionati attraverso procedure espletate nel rispetto della normativa di riferimento. L’ente attuatore deve possedere una pluriennale e consecutiva esperienza nella presa in carico di richiedenti/titolari di protezione internazionale, comprovata da attività e servizi in essere al momento della presentazione della domanda del contributo da parte dell’Ente proponente.

Deve essere in possesso dei requisiti di carattere generale (quali, per esempio, la regolarità contributiva e l’applicazione del contratto collettivo nazionale di riferimento), di idoneità tecnico-professionale, di carattere economico-finanziario e di carattere tecnico-organizzativo.
Tecnicamente la procedura si articolerà in tre fasi: la selezione del soggetto del Terzo settore, l’avvio dell’attività di co-progettazione e la stipula della convenzione. Il numero massimo complessivo di persone per le quali verrà richiesto il finanziamento ai fini dell’attivazione della rete Sprar è di 33 per il Comune di Muggia e 15 per il Comune di San Dorligo della Valle – Dolina.

«Oltre alla risposta ad un dovere di accoglienza delle istituzioni pubbliche, lo Sprar comporta la riappropriazione da parte delle amministrazioni locali di strategie e interventi di welfare» ha rimarcato l’assessore Luca Gandini.
Lo sa bene anche il Comune di Trieste che recentemente ha emesso un bando di gara per l’affidamento dei servizi di accoglienza secondo le linee guida del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar). Un appalto del valore totale di 2.411.836,23 euro + IVA.

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