Incendio Narodni Dom, oggi il 98° annivesario

Il 13 luglio 1920 le camicie nere appiccarono il fuoco alla casa degli sloveni di Trieste in via Filzi. Questa mattina la commemorazione del 98esimo anniversario. Tra due anni il centenario.

Il 13 luglio del 1920 le camicie nere appiccarono il fuoco al Narodni Dom di via Filzi mandando in fumo la casa degli sloveni di Trieste. Questa mattina, a distanza di 98 anni dal triste fatto di cronaca e a due anni dall'importante anniversario, si è tenuta la commemorazione promossa dall'Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione. 

Alla manifestazione hanno aderito anche la Narodna in študijska knjižnica-Biblioteca Nazionale Slovena e degli Studi, Slovenski klub, Anpi-VZPI, Aned, Dialoghi Europei, Circolo della Stampa, Istituto Saranz, Circolo Che Guevara, Circolo Ponterosso, La Nuova Alabarda. 

Le parole del rettore 

A presenziare come "padrone di casa" anche l'Università degli Studi di Trieste. L'edificio ospita infatti il Dipartimento di Scienze Giuridiche, del Linguaggio, dell'Interpretazione e della Traduzione. Maurizio Fermeglia, rettore, ha affermato che "il momento che stiamo vivendo è preoccupante perché vengono diffuse continuamente false verità e numeri propagandati dal populismo". "Noi siamo giovani e non abbiamo vissuto l'incendio di 98 anni fa, ma ci hanno raccontato cosa è successo e dobbiamo ricordarlo". 

L'evento trasversale

"Non è una questione di essere di destra o di sinistra" ha rimarcato Fermeglia "ma di riconoscere ciò che accadde". Sulla questione del "ritorno" del Narodni Dom alle istituzioni della comunità slovena di Trieste, sempre il rettore ha ribadito che "stiamo lavorando in una direzione precisa. L'iter è lungo ma abbiamo dato disposizione affinché questo edificio diventi un centro di cultura scientifica e letteraria per gli sloveni e i triestini. Deve essere - ha concluso il rettore - un lavoro concreto". 

Stefan Čok è intervenuto così: "Il fascismo respingeva ogni diversità e puntava a distruggerle e tutti i triestini che credevano nella ricchezza culturale si ritrovarono dall'altra parte. L'annivesario che commemoreremo tra due anni dovrà essere non solo un momento di raccoglimento ma anche di riflessione, che sia un monito, e che si debba combattere ogni forma di intolleranza e di fascismo". 

"Ci sono ancora pagine bianche da scrivere - ha concluso  Čok - e questo rappresenta una sfida per tutta la città". 

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Alla fine della manifestazione è stata affissa una corona per ricordare una delle pagine più buie della storia di Trieste.   

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