Un centinaio di telecamere in più, Polidori presenta il nuovo piano di videosorveglianza

A seconda dei finanziamenti che arriveranno il costo totale dell'operazione si aggirerebbe attorno al milione e seicentomila euro. Favorevole la maggioranza. Le opposizioni chiedono maggiori approfondimenti. Perplessità nel far coincidere gestione della privacy e sicurezza

Le telecamere del nuovo e dettagliato piano di videosorveglianza cittadina voluto dal vicesindaco Paolo Polidori sono approdate nella seduta del Consiglio comunale di ieri 23 settembre. Il progetto, cavallo di battaglia dell’esponente leghista e della maggioranza stessa, prevede il posizionamento di una settantina di telecamere in più sul territorio comunale per “garantire una maggiore sicurezza ai cittadini”, con una spesa presunta di oltre un milione e mezzo di euro, che potrà variare a seconda dei finanziamenti che arriveranno in futuro.   

Le specifiche

Il progetto, gestito dal Dipartimento Innovazione e Servizi Generali e Polizia Locale, Sicurezza e Protezione Civile, dovrebbe essere finanziato grazie a 250 mila euro provenienti dai fondi regionali delle Uti ripartiti sul triennio 2019-2021 (50 mila euro per l’anno in corso, 100 mila per il 2020 e altrettanti per l’ultima annualità ndr). “La zona dell’altipiano carsico rappresenta una priorità per questa amministrazione” ha affermato Polidori in riferimento al posizionamento di 16 nuove telecamere tra Opicina e Basovizza. 

Il costo totale dell’operazione, nel riassunto economico pubblicato dalla relazione e possibile di variazioni a seconda dei finanziamenti, è di 1 milione e 648 mila euro. In questa direzione e con maggiore precisione di spesa, è previsto l’investimento di 220 mila euro per il collegamento alla rete in fibra ottica cittadina, 70 mila euro da spendere per l’aggiornamento continuo e programmato del sistema di videosorveglianza – con una sostituzione di circa 15 telecamere all’anno – e ulteriori 20 mila euro da mettere a bilancio per l’installazione delle telecamere per la lettura delle targhe sui pannelli a messaggio variabile.

L’aggiunta di 70 telecamere e l’installazione di quelle sull'altipiano est (Opicina e Basovizza), comporterebbero un costo di circa 1 milione e 175 mila euro, cifra che rappresenta una percentuale di spesa elevata all’interno del piano di Polidori. Nelle note del documento si legge inoltre che questi due capitoli di spesa porterebbero ad un “aumento della sicurezza cittadina e l’ampliamento della stessa in zone ora scoperte”. Il possibile spostamento dei server di registrazione nei data center regionale presso Insiel comporterebbe infine, secondo la relazione dell’esponente del Carroccio, un investimento di 163 mila e 480 mila euro.

I commenti della politica, la maggioranza: "Avanti così"

La maggioranza si è espressa compatta sulla necessità di realizzare il nuovo piano di videosorveglianza, discutendo su come far coincidere il tema della sicurezza nel rispetto della privacy. Per Radames Razza della Lega “abbiamo rispettato la promessa fatta in campagna elettorale, questo piano non sarà un Grande Fratello, ma solamente l’espressione di un monitoraggio del territorio per garantire maggiore sicurezza ai cittadini”. Anche i fedelissimi della Lista Dipiazza e Forza Italia hanno manifestato il pieno appoggio al progetto. 

Le opposizioni: "Approfondire il tema, chi controllerà?"

Cinque Stelle e Partito Democratico non hanno espresso contrarietà rispetto alla presenza delle telecamere ma hanno voluto esporre alcune domande al vicesindaco. “Chi controllerà e chi sorveglierà? Quante persone verranno impiegate e quante risorse verranno spese? Quali sono le priorità?” queste le interrogative che Giovanni Barbo e Fabiana Martini del Partito Democratico hanno rivolto a Polidori. Anche Sabrina Morena di Open Fvg ha manifestato perplessità. “L’argomento è delicato e non credo che sicurezza voglia dire solamente mettere più telecamere, speravo in un approfondimento maggiore”. Secondo Laura Famulari del Pd “il tema è un po’ più complesso rispetto a come l’ha espresso il vicesindaco”.

Maria Teresa Bassa Poropat ha espresso la necessità di una discussione più approfondita. “Si sarebbe potuto discutere prima in Commissione” ha affermato l’esponente di Cittadini. Paolo Polidori ha voluto rispondere affermando che “interessando il Consiglio comunale pensavo di rendere partecipi tutti i consiglieri, ma evidentemente se avessi fatto il contrario non sarebbe andato bene comunque”.

Le risposte di Polidori

Il vicesindaco ha lasciato uno spiraglio al passaggio in Commissione della relazione. “Bisogna lavorare in condivisione, quindi non escludo che il documento possa andare in Commissione. Tuttavia, riteniamo che l’impronta di questa amministrazione debba essere rivolta più verso la sicurezza che verso la privacy, mantenendo il pieno rispetto della persona”. Polidori ha ribadito come “questo nuovo piano di videosorveglianza sia un lavoro in corso d’opera e sinceramente tutte le accuse di propaganda mi sembrano esagerate e fuori luogo”. 

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