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La relazione

Rischio caporalato nell'edilizia, ecco cosa dice la relazione dell'Osservatorio antimafia

Il testo è stato inviato ai consiglieri regionali dopo che nella giornata di ieri era stato al centro di una querelle tra maggioranza e opposizione. Non c'è una struttura mafiosa in Fvg

TRIESTE - Le evidenze giudiziarie "non descrivono l'ipotesi del rischio di una presenza strutturata delle criminalità di stampo mafioso sul territorio regionale" ma in Friuli Venezia Giulia si rende sempre più necessario un "continuo monitoraggio" degli ambiti sociali dove il fenomeno si può infiltrarsi, stabilizzare e progredire, a partire dai cantieri edili. A dirlo è la relazione dell'Osservatorio regionale Antimafia che nella giornata di ieri 18 maggio è stata al centro di un botta e risposta tra esponenti della maggioranza e dell'opposizione in Consiglio regionale. Al di là del "caso" politico, ciò che risulta interessante è l'ennesimo richiamo dell'organo competente ai rischi di infiltrazione mafiosa in regione. Secondo l'Osservatorio, essi possono derivare anche da "forme di sciatteria burocratica e di sottovalutazione di comportamenti anomali di soggetti che interloquiscano con i pubblici uffici". I comportamenti "scorretti, o addirittura illeciti" spesso vengono scambiati per fenomeni di delinquenza comune.

Nel corso del 2022 l’Osservatorio regionale antimafia si è concentrato sui temi concernenti "la gestione, la valorizzazione e il riutilizzo a fini sociali dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata", mentre nel 2023, oltre alla consueto attività di monitoraggio, troverà spazio un focus sul fenomeno del caporalato. A tal proposito, nel mese di novembre è previsto un evento sul tema. La presenza di grandi risorse provenienti dal Pnrr ed il mancato rispetto delle regole può portare, secondo gli addetti ai lavori, ad un grave inquinamento del mercato. "Le problematicità - scrive l'Osservatorio - potranno presentarsi anche in materia di arruolamento delle maestranze, già fortemente carenti sul territorio regionale, incentivando il possibile ricorso al Caporalato, onde servirsi di manodopera in nero, determinando aggiuntive gravissime conseguenze che si rifletteranno inevitabilmente sul territorio, sulla sua economia e sui suoi servizi".

Per l'Osservatorio l’esigenza della sorveglianza e delle trasparenza nel campo dell’edilizia è "massima". Va evitata, infine, "ogni minaccia ed infiltrazione delle criminalità organizzate perché inciderebbero senza alcun dubbio sul sistema vasto sociale ed economico della regione, in particolare sulla tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, sulla regolarità delle procedure concorsuali d’appalto e in materia di subappalto, nell’assegnazione di commesse sia in ambito privato che pubblico, insomma sul sistema di legalità e di comunità nel suo complesso".

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