Il San Giusto d'oro alla Comunità ebraica

Per la prima volta nella storia del premio vengono uniti il riconoscimento e la targa speciale, andata agli studenti del liceo Petrarca che hanno realizzato la mostra "Il razzismo in cattedra". Dipiazza: "diamo risalto ad un segnale importante e ricordiamo avvenimenti che non dovranno tornare mai più"

Si è tenuta questa mattina nella sala del consiglio comunale l’annunciata cerimonia di conferimento alla Comunità ebraica di Trieste del San Giusto d'oro e della targa speciale agli studenti del liceo Petrarca. L'evento giunto alla sua 52esima edizione e organizzato dal Gruppo Giuliano Cronisti, ha visto la partecipazione del sindaco Roberto Dipiazza, dell'Assessore alla Cultura Giorgio Rossi, del Presidente della Comunità ebraica Alessandro Salonicchio e del rappresentante dell’Assostampa Carlo Muscatello, oltre che a numerosi esponenti della Giunta e del Consiglio Comunale. 

"È arrivato il momento di diffondere un discorso di pacificazione - ha affermato Dipiazza – dopo che queste terre sono state attraversate da momenti dolorosi. Oggi con questo premio diamo risalto ad un segnale importante e ricordiamo avvenimenti che non dovranno tornare mai più”.

“Fondamentale coltivare la memoria”

Carlo Muscatello, ex giornalista de Il Piccolo ha ricordato come “il premio sia nato nel 1967 e durante tutti questi decenni ad essere premiati sono stati uomini e donne, aziende e istituzioni che hanno portato alto il nome di Trieste fuori dai confini locali”. “Sono nomi di persone che hanno scritto la storia di questa città – ha continuato Muscatello – e che spesso non erano sotto la luce dei riflettori. Per la prima volta uniamo il San Giusto d’oro con la targa speciale perché così facendo mettiamo assieme il passato e il presente. Coltivare la memoria diventa fondamentale, come importante deve essere la prospettiva che tutto ciò debba essere proiettato nel futuro”.

“Sembra che la lezione del Novecento non abbia insegnato niente”

“L’informazione esiste se c’è democrazia. I giornali di 80 anni fa, subito dopo la proclamazione delle Leggi razziali, registrarono la notizia, senza recitare il ruolo di guardiani della libertà. Il regime fascista aveva eliminato la libertà di informazione e la stampa non fece il suo dovere”. Muscatello ha ricordato come “si stia vivendo una fase in cui l’informazione va difesa anche per il fatto che il periodo fa i conti, nuovamente, con la diffusione del razzismo e dell’antisemitismo, come se la tragica lezione del Novecento non abbia insegnato niente”.

La dedica a chi subì le violenze

Il Presidente della Comunità ebraica Alessandro Salonicchio ha ritirato il San Giusto d’oro. “Questo riconoscimento rappresenta l’espressione giustificata della ritrovata autorevolezza che le istituzioni dimostrano intendendo dedicarlo alla nostra comunità”. “Accolgo con rispetto questo riconoscimento – ha continuato Salonicchio – in onore a tutti i rappresentanti del nostro popolo che nel corso dei secoli hanno dovuto sopportare violenze, minacce e deportazioni, pagando con la vita la sola colpa di essere ebrei”.

Il riferimento alla polemica sulla mostra

Senza il clamore sulla polemica inerente alla mostra degli studenti del Petrarca – ha precisato il presidente – forse questo premio non sarebbe mai arrivato. La polemica infatti ha alzato il livello di attenzione su elementi della nostra storia che non devono mai essere dimenticati. La nostra comunità sarà sempre al fianco della scuole per una corretta informazione delle coscienze”. Salonicchio ha concluso affermando che “garantiremo sempre la vigilanza e denunceremo senza esitazione gli episodi di razzismo e di intolleranza, affinché non abbiano più a ripetersi”.

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