Pirogassificatore a Duino: al via la valutazione ambientale

Scoccimarro: «L'obiettivo dei posti di lavoro è auspicabile ma è necessario che sia a impatto zero»

Valutazione ambientale

«L'obiettivo dei posti di lavoro è auspicabile ma è necessario che sia a impatto zero sull'ambiente».
Lo afferma l'assessore ad Ambiente ed Energia del Friuli Venezia Giulia, Fabio Scoccimarro, evidenziando la «massima attenzione della Regione al progetto appena presentato da Burgo spa per l'impianto di pirogassificazione, destinato allo smaltimento di rifiuti speciali non pericolosi provenienti dalla fabbrica Burgo di Duino, rispetto al quale - evidenzia Scoccimarro - è in corso una valutazione ambientale di primo livello (screening di Via) in cui intervengono gli enti locali interessati e le strutture con competenza tecnica».

«L'iter - aggiunge l'assessore - comprende l'ulteriore valutazione di incidenza in quanto l'area interessata rientra nella rete Natura 2000. Saranno poi necessari anche l'autorizzazione paesaggistica trattandosi di area vincolata e l'autorizzazione integrata ambientale (Aia)».

«Ho già preso contatto - afferma ancora Scoccimarro - con l'assessore all'Ambiente di Duino Aurisina, Massimo Romita, con il quale avrò un canale diretto al fine di monitorare questo progetto dal punto di vista della tutela ambientale. Al tempo stesso, assieme agli altri colleghi di Giunta regionale e al Comune stesso, ci faremo garanti del mantenimento del livello occupazionale».

Lo screening di Via potrà chiudersi con la previsione di condizioni o prescrizioni ambientali oppure, nel caso fossero riscontrati impatti significativi e negativi, verrà disposto la necessità di sottoporlo a un'analisi più approfondita attraverso la valutazione di impatto ambientale (Via).

L'impianto

Dalla documentazione progettuale si evince che la pirogassificazione in questione è costituita da un sistema integrato di trattamento termico dei residui di pulper attraverso un processo a due stadi, pirogassificazione dei residui e post combustione del gas di sintesi.
L'impianto avrà una potenza termica nominale di circa 10 MW (valore medio annuale), permettendo il trattamento di poco meno di 22 mila tonnellate all'anno del residuo di lavorazione scarto pulper,  il cui smaltimento ha un costo di circa 3 milioni per l'azienda.  Il processo permetterebbe di ammortizzare in soli due anni il costo dell'impianto (6 milioni) e di ottenere fino a 150 mila tonnellate all'anno di vapore riutilizzato dalla cartiera per il processo produttivo.
L'altezza del camino dei fumi prodotti è di 25 metri con diametro di 750 millimetri.

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