Segnalazione: terzo Mondo Basket

Tutto sommato, alla fine, possiamo dire che ci è andata bene. Ma il mondo della pallacanestro ufficiale non ha fatto una bella figura, anzi, ha dimostrato per l’ennesima volta un dilettantismo che spiega come mai il basket è sempre più relegato a...

Tutto sommato, alla fine, possiamo dire che ci è andata bene.
Ma il mondo della pallacanestro ufficiale non ha fatto una bella figura, anzi, ha dimostrato per l'ennesima volta un dilettantismo che spiega come mai il basket è sempre più relegato a sport minore.

Chi ha seguito la vicenda dei biglietti dell'Italia per Eurobasket 2013 immagina già a cosa mi riferisco, per chi invece è all'oscuro di tutto faccio un breve riassunto.

In Slovenia in questi giorni si stanno disputando i Campionati europei di pallacanestro seguendo, come tutti i tornei a tutti i livelli, una tabellone di partite prefissato in più turni con eliminazioni; il tabellone prevedeva vari incroci al secondo turno, la prima del gruppo A contro la terza del gruppo D in un determinato giorno ad una determinata ora, e così via per tutte le partite.
Niente di strano, come tutti i tornei a gironi, in tutti gli sport, a tutti i livelli.

L'Italia al primo turno si comporta magnificamente e a Capodistria vince tutte le partite, qualificandosi al secondo turno con una giornata di anticipo.

I tifosi azzurri consultano il tabellone sul sito degli organizzatori, vedono che la nazionale è la prima del Gruppo D e si affrettano ad acquistare i biglietti per le partite del secondo turno, quelle dove vedono scontrarsi D1 (l'Italia appunto) con le rivali del gruppo C.

Sin qui niente di strano: si comprano i biglietti, si organizzano gli orari, le auto, le ferie, pronti per seguire i nostri ragazzi in quel di Lubiana, sede di tutti gli incontri del secondo turno.

Niente di strano sino a martedì 10, quando nottetempo gli organizzatori modificano completamente il tabellone delle partite, spostando tutti gli orari delle partite per far giocare la Slovenia, padrone di casa, sempre alle 21 in prime time televisiva.

Dopo un momento di sgomento ci accorgiamo che i biglietti che abbiamo in mano riportano luogo e data della partita acquistata, ma non il nome delle squadre o la posizione del tabellone (D1 per l'Italia).

Partono immediatamente numerose mail che chiedono lumi verso il rivenditore sloveno e verso gli organizzatori, lettere che per un giorno non ricevono risposta.

Stessa sorte per le telefonate, tutte messe in attesa senza poter parlare con nessun addetto.

I tifosi italiani cominciano a preoccuparsi: dai biglietti in loro possesso ed in base al nuovo tabellone dovranno guardarsi Grecia-Spagna o Croazia-Grecia, insomma tutto meno che l'Italia.

Per fortuna, dopo due giorni, le cose si sono rimesse più o meno a posto, con l'intervento della Federazione internazionale, la quale ha obbligato gli organizzatori a sostituire i biglietti con quelli della nostra nazionale, o a rimborsarli qualora la partita interessata avesse già un tutto esaurito.

Quest'ultimo caso è stato, ovviamente, quello della partita Italia - Slovenia, per la quale i biglietti erano già stati tutti venduti ai tifosi sloveni.

Una vicenda questa che non può che portare ad amare riflessioni: la pallacanestro non potrà mai pensare di poter avere una diffusione maggiore fino a quando le sue federazioni nazionali ed internazionali avranno comportamenti simili, fino a quando i tifosi, appassionati e sostenitori verranno trattati in questo modo, fino a quando non ci si renderà conto che la gente è abituata bene, spende ma vuole avere indietro un servizio efficiente e preciso: non si cambiano le partite e gli orari a biglietti già venduti, non si fanno fare ore di file fuori dal palazzetto perché ci sono solo 4 biglietterie per 10.000 persone, non si fanno posteggiare le auto a 25 minuti a piedi perché il parcheggio non è ancora completato.

La prossima volta, prima di far organizzare un evento simile a chi non ne è in grado, la Federazione internazionale dovrebbe pensare a chi la sostiene, a chi perde tempo ed soldi per seguire lo sport amato, a chi è la linfa della pallacanestro nel mondo, ai tifosi ed agli appassionati.
Fino a quando non si ragionerà in questo modo il basket resterà relegato al terzo mondo dello sport.

Andrea Sardos Albertini

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