Bruciò un chiosco di piadine per gelosia, denunciato l'autore dell'incendio

L'episodio risale al 25 agosto scorso quando nella zona della stazione di Gorizia un fabbricato era stato devastato dalle fiamme. Grazie alle telecamere gli investigatori della Squadra Mobile della Questura isontina hanno ricostruito la dinamica

Le forze dell'ordine hanno individuato e denunciato per incendio e atti persecutori il presunto responsabile dell'incendio che il 25 agosto scorso aveva avvolto nelle fiamme un chiosco di rivendita piadine nel piazzale Martiri della libertà nei pressi della stazione ferroviaria di Gorizia. Secondo gli investigatori l'autore del grave gesto sarebbe un giovane di 34 anni residente a Gorizia e già noto alla Questura del capoluogo isontino. 

Il giovane avrebbe agito "per ragioni passionali, dando alle fiamme il fabbricato per risentimento e gelosia in una situazione relazionale piuttosto complessa che coinvolge più persone" così la nota della Questura goriziana. Per riuscire nell'intento, il 34enne avrebbe attivato la valvola di una bombola utilizzata per la cottura del cibo incendiando con un dardo di fuoco la fuoriuscita di gas. Le fiamme sprigionatesi hanno quindi distrutto parte del chiosco. 

In breve tempo le indagini della Squadra Mobile di Gorizia hanno portato all'individuazione del responsabile, grazie ad una meticolosa ricostruzione dei fatti. "L'uomo, proveniente con la sua autovettura dall'area doganale, ha raggiunto il piazzale della stazione qualche minuto prima delle tre del mattino di domenica 25 agosto" si legge nella comunicazione. 

A quell'ora, nella zona retrostante il chiosco non c'è nessuno e il giovane appicca il fuoco, allontanandosi poco dopo a bordo della sua macchina. Il transito però è stato notato da diverse telecamere presenti lungo le vie della città. Tutti gli elementi indiziari forniti dalle telecamere e i riscontri investigativi, hanno portato alla denuncia nei confronti dell'uomo. Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Gorizia ha infine ritenuto di applicare il divieto di avvicinamento alle persone offese ed ai luoghi dalle stesse frequentati. 

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