Visita il fidanzato in carcere e nasconde la droga nelle parti intime: scoperta dalle unità cinofile

La 49enne è stata messa agli arresti domiciliari in attesa della sentenza. L'Ugl Polizia Penitenziaria: «Denuncia anche la grande difficoltà che si incontra ogni giorno, nel carcere di Trieste in particolare, dove i controlli sui detenuti sono stati resi pressoché nulli e certamente non idonei»

È andata male a L. M. classe 1968, la donna mercoledì scorso ha introdotto nella sala colloqui del Coroneo quasi 10 grammi di hashish nascondendolo nelle parti intime, per poi cederlo al fidanzato detenuto. A renderlo noto è il segretario locale Ugl Polizia Penitenziaria Federico Odoni che spiega: «Nell’ambito di un’operazione di contrasto all’introduzione in carcere di sostanze stupefacenti svolta dal Comando Polizia Penitenziaria di Trieste in collaborazione con il Distaccamento delle unità cinofile antidroga di Verona tra i famigliari che stavano incontrando i detenuti per i colloqui uno dei cani ne ha individuata una segnalando la possibile presenza di droga; trovati i primi 8.45 grammi di hashish le operazioni sono proseguite nell’abitazione dove sono stati rinvenuti altro hashish e marijuana per oltre 1 grammo; la donna è stata arrestata dalla Polizia Penitenziaria di Trieste e condotta al suo domicilio su disposizione del pm Frezza dove avrà l’obbligo di rimanere almeno fino alla convalida».

L'Ugl Polizia Penitenziatia esprime «grande soddisfazione per l’operato dei poliziotti penitenziari triestini che hanno svolto l’operazione ma denuncia anche la grande difficoltà che si incontra ogni giorno, nel carcere di Trieste in particolare, dove i controlli sui detenuti sono stati resi pressoché nulli e certamente non idonei a ricercare efficacemente eventuali stupefacenti che invece, purtroppo, riescono ad entrare anche se si tratta di un carcere; le tutele che l’ordinamento offre ai reclusi rendono difficile il lavoro della Polizia Penitenziaria nel mantenimento della sicurezza e la Direzione in passato le ha interpretate in modo molto restrittivo dando alla Penitenziaria possibilità di intervento pressoché nulle. Spesso solo in operazioni specifiche come in questo caso è con la presenza di unità cinofile si riescono ad effettuare controlli efficaci perché il Testo Unico sulla droga li permette».

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«Era già accaduto l’anno scorso che a Trieste fosse stato rinvenuto un grosso quantitativo di hashish, quasi 20 grammi, grazie alla collaborazione con i colleghi di Verona, addosso ad un detenuto ma in quel caso l’allora magistrato di turno aveva ritenuto fosse per uso personale ed il protagonista era stato soltanto denunciato. Questa volta invece - spiega Odoni -, vi erano tutti i presupposti per eseguire l’arresto e dare un segnale forte ai malintenzionati che pensano di poter eludere i controlli. Ci auguriamo che la nuova Direttrice che si è appena insediata, la dott.ssa Iannucci, già alla guida del carcere di Udine, rivaluti le disposizioni della sua collega precedente e permetta ai poliziotti triestini di operare in modo più efficace anche nell’ordinario, ovviamente sempre nei termini di legge».

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