Indagine "anti-writer": la Polizia Locale denuncia altri due giovani imbrattatori

Due nuovi vandali (20 e 25 anni) sono stati denunciati alla Procura della Repubblica per danneggiamento, imbrattamento e deturpamento: un passatempo che costerà loro un costoso processo penale con l'obbligo di risarcire il danno, forse ancora più oneroso

L'indagine iniziale della Polizia Locale finalizzata a rintracciare i writer è stata lunga, ma sta ancora producendo ottimi risultati. Come si ricorderà, a fine aprile gli investigatori avevano denunciato alla Procura della Repubblica 6 giovani imbrattatori per aver danneggiato e sporcato con le loro firme muri e manufatti in quasi tutto il territorio del Comune. Tutto era iniziato lo scorso gennaio con numerose scritte sui muri di via San Nicolò; da lì la Polizia Locale aveva avviato la minuziosa indagine coordinata dalla Procura della Repubblica. In aprile appunto erano stati denunciati 6 giovani, tutti tra i 18 e i 22 anni.

L'inchiesta si sta però allargando a macchia d'olio tanto che la Polizia Locale non intende abbassare l'attenzione. Proprio in questi giorni due nuovi imbrattatori (20 e 25 anni) sono stati denunciati alla Procura della Repubblica per danneggiamento, imbrattamento e deturpamento (Codice Penale, articoli 635 comma 2 e 639 commi 1 e 2). Un passatempo che costerà loro un costoso processo penale con l'obbligo di risarcire il danno, forse ancora più oneroso.

E come per gli altri “compagni di gioco”, sono in arrivo anche le sanzioni amministrative per aver violato il Regolamento di Polizia Urbana (articolo 215: È vietato guastare, manomettere o imbrattare in qualsiasi modo gli edifici ed i manufatti (fanali e rispettivi sostegni, sedili, smaltitoi, binari del tram ecc..) pubblici e privati: come noto la sanzione è stata inasprita lo scorso dicembre da 50 a 1000 euro (Delibera di Giunta n°534 del 11/12/2014); quello per la Gestione dei Rifiuti e la Nettezza Urbana (articolo 14 (comma 14: E’ vietato tracciare scritte o segni di qualsiasi genere sui cestini stradali) e articolo 26 (comma 6: E’ vietato tracciare scritte, graffiti o segni di qualsiasi genere sui contenitori stradali), la cui sanzione è di 300 euro.

Gli investigatori sono entrati in un mondo con un gergo a parte: la tag, firma del writer (possono averne anche più d'una) fatta con la vernice spray o con il pennarello indelebile: più sono le tag, e magari in luoghi particolarmente difficili da raggiungere, più aumenta il credito nel crew, il gruppo di appartenenza; tag-bombing è letteralmente il bombardamento di tag in un'area ristretta del territorio; throw-up il graffito veloce, studiato apposta per lasciare il proprio segno rapidamente e scappare (pochi colori, forme arrotondate). Ma per gli investigatori la tag è un elemento di prova perché identifica il responsabile senza ombra di dubbio.

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