Katia Ricciarelli regista al Verdi con "I Puritani" di Bellini (VIDEO)

Lo spettacolo che aprirà la stagione lirica e che segnerà la conclusione del piano di risanamento 2016 - 2018. La diva nazionale ha intrattenuto stampa e invitati con disinvoltura e charme, raccontando il coinvolgimento in quella che ha definito un’entusiasmante avventura

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Katia Ricciarelli regista per la prima di stagione al Verdi con “I Puritani” di Vincenzo Bellini: la notizia è stata data questo pomeriggio, giovedì 18 ottobre alla presenza del direttore generale Antonio Tasca, con il direttore artistico Paolo Rodda e il maestro Fabrizio Maria Carminati, che dirigerà l’orchestra dal 16 al 22 novembre in una produzione d’eccezione. Si tratterà dell’ultimo spettacolo inserito nel piano di risanamento previsto per il triennio 2016-2018 e, come ha dichiarato Tasca: “Non si può vivere di numeri e bilanci, ci accingiamo a concludere il piano di risanamento. Questo è uno dei teatri più virtuosi a livello nazionale per quanto riguarda internazionalizzazione e affluenza di pubblico, un pubblico a cui vogliamo regalare una produzione di grande qualità”. Inizialmente, come ha dichiarato infatti Rodda, il progetto era differente, ma si è voluto sorprendere tutti con un cambio di passo e un grande nome per la regia.

La diva nazionale, che dirigerà in collaborazione con Davide Garattini, ha intrattenuto stampa e invitati con disinvoltura e charme, raccontando le varie fasi del coinvolgimento in quella che ha definito un’entusiasmante avventura: “Un incontro commovente, quello con Antonio Tasca a casa di amici: mi ha ricordato di essere stato mio allievo (da tenore) a Torre del Lago, e ho riconosciuto un viso amico. Per quanto avessi già curato diverse regie (tra cui Turandot e Traviata), ero un po’titubante, poi ci ha pensato l’amico e collega Carminati, con la sua vocetta, a convincermi del tutto”.

Katia Ricciarelli non ha voluto dare anticipazioni sullo stile della futura regia: “Prima aspetto di conoscere i cantanti, che conosco di fama come grandi professionisti. A seconda delle loro peculiarità deciderò esattamente cosa fare, da cantante mi focalizzerò sulle loro esigenze. Non essendo regista di professione faccio solo opere che ho interpretato, per capire bene la prospettiva dei protagonisti. Il canto deve essere un’attività naturale, le smorfie e le forzature vanno ripulite dalle esagerazioni per dare immediatezza espressiva al cantante, che sarà aiutato dalle luci e, in questo caso, dalle proiezioni”.

A questo proposito è intervenuto lo scenografo Paolo Vitale, che curerà anche le luci e ha dichiarato che “Le proiezioni di recente vengono sperimentate spesso con esiti anche discutibili, qui saranno usate in un’accezione “romantica”. Nello “sturm und drang”, infatti, la natura aveva il ruolo di esprimere le emozioni dei personaggi, e anche in questo caso sarà così: non saranno proiezioni ornamentali e didascaliche, ma espressive”.

Katia Ricciarelli ha poi raccontato alcuni aneddoti, accumulati in quasi 50 anni di carriera, non solo come cantante lirica e regista. Molto formativa, per la regia, la partecipazione da protagonista ne “La seconda notte di nozze” di Pupi Avati, oltre che la relazione con l’ex marito Pippo Baudo: “Quando conduceva i suoi varietà non perdeva d’occhio niente, controllava ogni cosa. Ho sempre cercato di imparare dagli altri con umiltà e curiosità, anche con Pupi Avati mi sono appoggiata molto ai consigli di Antonio Albanese e Neri Marcorè”.

In conclusione, il maestro Carminati ha voluto esprimere grande stima e amicizia per la “primadonna”, con cui ha lavorato in più occasioni, e ha segnalato che in questa versione dei Puritani sarà eseguito un duetto poco prima dell’aria più famosa, un segmento breve e quasi mai rappresentato ma risolutivo, come confermato dalla stessa regista, per la coerenza complessiva del dramma.

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