Giornate Fai di Primavera: inaugurata la mostra "Il Volta: una Scuola tra Arte e Tecnica nella Trieste dell’Impero”

Nella mostra, curata dagli allievi del “Volta” e dell’Istituto “Galvani”, coadiuvati dai loro docenti, appaiono delle “chicche” della Trieste dell'800 e del primo '900, testimonianze storiche e artistiche di grande valore

È stata inaugurata ieri sera, in piazza dell’Unità, in una Sala Comunale d’Arte affollata di cittadini, amministratori municipali, rappresentanti del FAI-Fondo Ambiente Italiano, docenti e studenti dell’Istituto Tecnico “Volta” ma anche di diversi ex alunni della storica scuola, la bella e davvero interessante mostra “Il Volta: una Scuola tra Arte e Tecnica nella Trieste dell’Impero”, evento “parallelo” delle “Giornate FAI di Primavera 2018” che si svolgeranno questo fine settimana (sabato 24 marzo e domenica 25 marzo), anche queste, come la stessa mostra, in co-organizzazione con il Comune di Trieste e con il supporto della Regione Fvg.

L'esposizione alla “Comunale” si inquadra dunque pienamente – come hanno spiegato nel corso dell'inaugurazione la Capo Delegazione FAI di Trieste prof. Mariella Marchi e la responsabile FAI Scuola FVG Mirella Pipani – nel “percorso” storico-culturale, ideato per le “Giornate” di quest'anno dalla Delegazione FAI di Trieste con il Gruppo FAI Giovani, denominato “Mito e Storia del Barone Revoltella”, che andrà a connettere il Palazzo baronale di via Diaz (ovvero la parte storica dell'attuale comprensorio del Museo “Revoltella”) appunto all’Istituto Tecnico “Volta”; e ciò volendo illustrare un periodo particolarmente interessante della storia di Trieste, quello che va dalla fase del massimo sviluppo commerciale-emporiale al successivo momento della predominanza dell'attività industriale e delle scienze applicate.

In questo contesto va detto che pochi sanno che proprio il barone Pasquale Revoltella, uomo moderno e illuminato e “personaggio” emblematico di quella specifica fase storica, oltre alle molteplici attività imprenditoriali e al noto coinvolgimento nell'impresa del Canale di Suez, fu anche – quale sostenitore fiducioso della cultura e dell’istruzione quali irrinunciabili fattori di sviluppo – il principale promotore e istitutore, nel 1850, assieme a Francesco Gossleth, di quella “Scuola triestina di disegno” per i giovani che intendevano avviarsi alle industrie, dalla quale derivarono prima la “Staatsgewerbeschule” o Scuola Industriale Statale di Trieste (voluta nel 1887 dal governo viennese, in un'ottica di miglioramento dell’istruzione professionale e di elevazione ordinata e progressiva della classe operaia) e poi l'Istituto “Volta” (da notare che a Milano, maggior centro industriale italiano di quegli anni, solo ventun anni dopo, nel 1908, fu creata una scuola simile a quella triestina!).

Ebbene, nella nuova mostra aperta ieri in piazza Unità “appaiono”, estratte dai preziosi archivi del “Volta”, delle vere e proprie “chicche” di quell'epoca, della Trieste dell'800 e del primo '900, testimonianze storiche e artistiche di grande valore, che ora, in molti casi per la prima volta, escono finalmente allo scoperto per l'arricchimento visivo e culturale dei visitatori. Curata dagli allievi del “Volta” e dell’Istituto “Galvani”, coadiuvati dai loro docenti, la piccola ma attraente rassegna espone studi di decorazione pittorica e muraria, fregi, progetti, disegni tecnici, grafiche in stile liberty (in molti casi elaborate qui a Trieste per le copertine delle prime riviste d'arte e letterarie austriache e tedesche, e perciò scritte in lingua tedesca), elementi d'arredo e intagli realizzati dai più importanti artisti, architetti e pittori della Trieste d'inizio secolo scorso, assieme a antichi strumenti di laboratorio (vedi anche depliant allegato).
La mostra, arricchita dalla proiezione di un filmato riguardante gli storici dipinti reperiti sulle pareti della soffitta dell'ex sede del “Volta” in via Battisti, è visitabile (con ingresso libero) fino a venerdì 23, dalle ore 10 alle 13 e dalle 16 alle 20, e poi ancora sabato 24 e domenica 25, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 20.

Negli interventi inaugurali, dopo il saluto della preside del “Volta” prof. Clementina Frescura che ha ringraziato FAI, Comune e Regione per la fondamentale collaborazione a questa particolare e inedita iniziativa, l'Assessore comunale all’Educazione Angela Brandi si è vivamente complimentata con i curatori (ovvero con gli studenti e docenti dell'Istituto) per aver riportato “alla luce” e alla vista di tutti i cittadini interessati dei materiali ultracentenari, molto significativi e da valorizzare e far conoscere assolutamente.
Si è associato anche l'Assessore comunale alla Cultura e Giovani Giorgio Rossi, pure – ha voluto precisare – nella sua qualità di ex allievo del “Volta”, auspicando che molti di questi reperti possano presto trovare una loro più importante “messa in mostra” e prestigiosa collocazione in quel “Museo della Città” che dovrà venir realizzato in Porto Vecchio.
Complimenti all'esposizione anche da parte delle dirigenti del FAI: la prof. Marchi per esprimere le più vive congratulazioni agli insegnanti e ai ragazzi del “Volta” e la responsabile Scuola Mirella Pipani per sottolineare l'importanza di ricercare e ritrovare “nel nostro passato le tracce della nostra identità”.

Stanno intanto procedendo i preparativi per un'edizione 2018 delle “Giornate FAI di Primavera” “giocata” al più alto livello: il programma – come già annunciato - comprenderà le visite al “Palazzo Revoltella” (con orario dalle ore 10 alle 18 di sabato 24 marzo e dalle 10 alle 17 di domenica 25) e all'Istituto Tecnico “Volta” (nella sede di via Monte Grappa, qui con orario dalle 10 alle 17, ma limitatamente alla giornata di domenica 25, con visita ai Laboratori e all’Archivio storico dell’Istituto).
Le visite saranno guidate dagli ormai mitici “Apprendisti ciceroni”, gli studenti appositamente formati dal FAI, dai loro professori e da esperti e storici dell'arte nel corso dei mesi scorsi.

L'intera manifestazione si concluderà sempre al “Volta” domenica 25, alle ore 18, dove, nell’Aula Magna, sarà messa in scena una performance del Gruppo Teatrale dell’Istituto dal titolo “Viva el Baron! Una soffitta, un delitto. Ma nessun cadavere”, ispirata alla già detta vicenda dei graffiti e disegni opera degli antichi docenti e studenti del “Volta” poi divenuti famosi artisti, rinvenuti sulle soffitte della vecchia sede di via Battisti e che ora rischiano di scomparire se non verranno adeguatamente recuperati; seguirà la cerimonia di consegna degli attestati agli "Apprendisti Ciceroni" di tutte le Scuole triestine che avranno guidato le visite di questa edizione 2018 delle “Giornate FAI di Primavera”.

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