Rossetti, questa sera Consiglio Comunale per evitare lo «scippo» di Udine

Questa sera, alle 19, approderà in Consiglio Comunale il caso "Rossetti" e la possibile fusione tra lo Stabile Regionale e il Css di Udine. L'assemblea, pubblica, è stata chiesta dal consigliere Paolo Rovis (capogruppo Pdl) che ha definito il fatto come «uno scippo di Udine ai danni di Trieste».

Altri consiglieri dell'opposizione hanno poi firmato la richiesta, chiedendo di sentire oltre al sindaco anche il presidente dello Stabile Milos Budin, il nuovo direttore Franco Però e dei rappresentanti dello staff del teatro che aveva già diramato un allarmato comunicato stampa in merito alla ventilata fusione.

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Commenti (2)

  • Avatar anonimo di Marco
    Marco

    Ieri sera, si è parlato in Comune del teatro Rossetti, c’era come pubblico i lavoratori del teatro stesso . I lavoratori del Rossetti che chiedono ulteriori verifiche con alte realtà teatrali regionali. «Questa con il Css non esclude altre - mette le mani avanti Budin -. Il Rossetti è un asset (un cespite, tradotto) per la città, il Friuli Venezia Giulia e anche per l’Italia» Per i lavoratori del Rossetti a nome loro parla Ilaria Lucari, responsabile dell’ufficio stampa: «Chiediamo il mantenimento dei livelli occupazionali (circa 30 persone) e retributivi; la garanzia dei mantenere inalterato il contributo locale indipendentemente dalla fascia in cui sarà collocato il Rossetti (già oggi incassa più del Fus, ndr); di mantenere la sede a Trieste». I lavoratori restano fermamente contrari al progetto del teatro nazionale.

  • Spero che il nuovo Direttore a cui dò il benvenuto Franco Però tenga conto delle perplessità in negativo di Milos Budin il presidente del Rossetti a non portare avanti il progetto “ nazionale “ dello Stabile regionale Rossetti che passa per Udine con un accordo con il Css , teatro stabile di innovazione . «Il Rossetti - la chiosa di Budin - è un fattore attivo della specialità regionale, ha un’attrazione sempre più forte al di là degli ex confini oltre a contare 170mila presenze in una stagione. Credo sia un quadro di forte interesse regionale. Eppoi nel resto del Friuli Venezia Giulia altri teatri hanno altre specialità, altri riferimenti territoriali che meritano a loro volta dignità». A Udine, ad oggi, tutti sembrano, chi più chi meno, favorevoli. A Trieste non altrettanto. Da quanto ne sappiamo e ne abbiamo capito per adesso dopo i disorientamenti iniziali - così Budin - un teatro sarà nazionale se più dei tre quarti della sua stagione consisteranno nella rappresentazione nella propria sede di proprie produzioni. Così puoi dare pochissima ospitalità, e cala la varietà dell’offerta. Oggi a Trieste, tanto per capirci, puoi vedere il meglio, gli attori e gli spettacoli più quotati d’Italia . “

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