Bolzonello, duro attacco a Zanin

"Iniziare con un grazie al presidente della regione è il peggiore degli inizi". L'opposizione si è astenuta durante la votazione. I dubbi dem su Zanin

La seduta di oggi pomeriggio

Dopo qualche ora dall'insediamento del nuovo presidente del consiglio regionale Piero Mauro Zanin, il Partito Democratico attacca duramente la votazione. Il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Sergio Bolzonello, ha commentato così: "Iniziare il proprio discorso di insediamento con un grazie al presidente della Regione è il peggiore degli inizi. Zanin ha minato il rapporto di autonomia del Consiglio rispetto alla Giunta; non si può pensare di essere presidente di tutti esordendo in questo modo". 

L'astensione

"Quello a cui abbiamo assistito oggi è un problema che riguarda le istituzioni: tutti i gruppi di minoranza, non solo il Pd, si sono astenuti dal voto proprio perché è mancato il confronto. Tutti i consiglieri dem hanno preso la parola in Aula, motivando ciascuno la propria non partecipazione alla votazione". La maggioranza assoluta infatti è stata raggiunta alla seconda votazione, con un numero di astensioni molto alto.  

"Questa elezione non ci ha soddisfatto in alcun modo - spiega ancora Bolzonello - innanzitutto perché il nome di Zanin non era circolato nei giorni scorsi in maniera formale com'era successo per il compianto e rimpianto presidente Romoli, che avevamo votato con la sicurezza che sarebbe stato un uomo sopra le parti. Oggi invece, in Aula, parte della maggioranza non sapeva quale fosse il nome".  

"La maggioranza lacerata"

"Altro dato negativo riguarda l'assoluta chiusura alla nostra richiesta di sospensione, con conseguente convocazione dei capigruppo, per dare un nostro contributo all'individuazione di un presidente, visto che la maggioranza si era lacerata in maniera totale. Ci hanno negato anche questo, per votarsi infine un presidente di assoluta parte, che non rappresenta l'intero Consiglio". 

L'intesa senza supporto

"Infine - conclude Bolzonello -, prendiamo atto dello scollamento tra la maggioranza e la Giunta. Nella prima votazione è stato evidente che l'intesa di potere tra il presidente Fedriga e l'assessore Riccardi non ha avuto il supporto, in termini di voti, da parte dei consiglieri di maggioranza. Difatti non c'era più la maggioranza, con 20 voti a sostegno di Zanin sul totale di 29".

Iniziano subito le polemiche e le critiche, con franchi tiratori, una maggioranza spaccata e un'elezione non condivisa dall'opposizione. Staremo a vedere.  

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