Assestamento di bilancio, Lauri (Sel): «Manovra buona, ora ascolto dei cittadini»

Lo ha affermato il capogruppo di Sel in Consiglio regionale, Giulio Lauri, durante il dibattito generale sul disegno di legge di assestamento del bilancio 2016

«Prima la crisi, poi le migrazioni di chi fugge dalla guerra e ora il terrorismo. Viviamo tempi difficili e tragici in cui fra i cittadini domina l'insicurezza: l'assestamento di bilancio è una manovra buona perché, oltre a permetterci di ridurre ulteriormente l'indebitamento, dà ulteriore benzina alle Riforme - in particolare quella della sanità, il sostegno al reddito e il Rilanciaimpresa per l'economia e il lavoro - che abbiamo varato all'inizio della legislatura e che riguardano proprio la sicurezza e la coesione sociale dei cittadini. Ora possiamo avviare la "fase 2" della legislatura: quella dell'attuazione delle Riforme e dell'ascolto della società civile regionale e delle forze economiche e sociali, non solo per definire i contorni del nuovo Statuto di autonomia ma anche per correggere qualche errore ed affrontare i vecchi e nuovi problemi concreti che i cittadini si trovano a dovere affrontare nella vita di ogni giorno, quando entrano in un ospedale, quando cercano un lavoro o quando non riescono ad arrivare alla fine del mese».

Lo ha affermato il capogruppo di Sel in Consiglio regionale, Giulio Lauri, durante il dibattito generale sul disegno di legge di assestamento del bilancio 2016, ricordando come «il volume della manovra pari a 656 milioni di euro, permette non solo di dare gambe alle scelte politiche più significative di questa legislatura destinando ad esse 366 milioni, ma anche di risanare i conti delle partecipate e di ridurre in misura consistente il disavanzo della Regione, che risulta dimezzato rispetto all'inizio della legislatura e che ha "in pancia" il risultato straordinario dell’azzeramento del disavanzo della sanità regionale».   giulio lauri-2

«Questo assestamento ci permette non solo di dare ossigeno alle riforme che abbiamo varato, a partire dal sostegno al reddito e dalla Sanità, ma anche di offrire ai cittadini del Friuli Venezia Giulia più servizi ai cittadini di quanto avveniva in passato: non solo gli investimenti per i nuovi Centri di assistenza primaria sul territorio, ma anche l'esenzione dei ticket per i redditi più bassi e la possibilità che  tutti i cittadini si avvalgano di cure odontoiatriche gratuite nella sanità pubblica senza dover ricorrere al privato».

«Quanto all'economia e al lavoro - ha continuato Lauri rispondendo alle critiche del Presidente Tondo - esso è stato al centro della nostra azione di governo sin dall'inizio della legislatura e anche in questo assestamento ci sono risorse per l'industria, il turismo, l'agricoltura, l'edilizia e le opere pubbliche dei Comuni. Voglio dire a Tondo - ha continuato Lauri - che se invece la critica riguarda le leggi sul lavoro, ESSE sono di prevalente competenza dello Stato, E CHE neppure da lui e dal centrodestra IN QUESTA LEGISLATURA sono arrivate proposte; e che se c'è una cosa su cui sarebbe necessario agire, ESSA è proprio l'utilizzo di quei voucher proposti per LA PRIMA VOLTA dal centrodestra e che in questa regione condannano un numero enorme di lavoratori a una condizione di precarietà inaccettabile facendoli precipitare in molti casi anche al di sotto della soglia di povertà».

«Un altro merito di questo assestamento è quello di proseguire in quel prezioso lavoro di manutenzione e di cura del territorio che in questa legislatura stiamo rendendo strutturale, stanziando ben 21,2 milioni di euro per la lotta al dissesto idrogeologico in modo da prevenire nuovi disastri futuri. E proprio la cura, assieme all'ascolto, sono le parole che a nostro avviso devono caratterizzare la "Fase 2" di questa legislatura: se la "Fase 1" è stata quella delle Riforme, la fase 2 deve essere quella della cucitura, del rammendo, della manutenzione quotidiana della legislazione e della correzione dei malfunzionamenti e degli errori, assieme all'ascolto dei problemi vecchi a quelli nuovi che i cittadini si trovano ad affrontare e all'individuazione delle soluzioni. Non si tratta di cambiare le nostre scelte di governo, ma lo stile di governo ora che non siamo più condannati alla fretta di avviare le Grandi Riforme in modo che possano produrre effetti già in questa legislatura ed essere giudicate dai cittadini quando torneranno al voto. Proponiamo per questo di strutturare un vero e proprio percorso di ascolto della società civile, delle forze economiche e sociali, del mondo del welfare e della cultura, dei veri e propri Stati generali della società regionale: per coinvolgerla nella stesura delle proposte per la modifica dello Statuto della Regione così come in una mappatura dei nuovi bisogni sociali, ma anche nella elaborazione di nuove proposte di governo che siano all’altezza della sfida di questi tempi terribili e che possano aiutarci a rafforzare la coesione sociale della regione e a restituire ai cittadini un maggiore senso di sicurezza». 

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