Carini (Start Up Trieste): «Trieste Trasporti, altra eccellenza triestina che vola via»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

«Trieste Trasporti, addio. Grazie all’accurata gestione friulanista della Regione, nel migliore dei casi l’azienda triestina, una delle ultime eccellenze locali a capitale misto, sarà terreno di conquista per le province di Udine, Pordenone e Gorizia, considerando la scarsa rilevanza della nostra azienda di trasporto pubblico locale (Tpl) nell’ambito della Tpl Fvg Scarl, la società che contende a Busitalia-Autoguidovie l’aggiudicazione del servizio di tpl gomma e marittimo su base regionale».

Fabio Carini, candidato sindaco della lista civica apartitica Startup Trieste, lancia l’allarme su una fine annunciata dei benefici garantiti alla città da Trieste Trasporti, il concessionario di traporto pubblico locale che rappresenta un vanto a livello nazionale per qualità e capillarità del servizio oltre che per l’efficienza e la modernità dei mezzi a disposizione.

«Mentre l’attuale sindaco – aggiunge Carini - si prepara a festeggiare la virtuale entrata in servizio di mezzi elettrici affittati ad hoc solo per la campagna elettorale, attendiamo di conoscere l’esito della gara anche se, purtroppo, in entrambi i casi si annuncia una pesante sconfitta per Trieste».

«Se da un lato si tratterebbe di un’azienda che troppo poco conosce del nostro territorio e chissà quanti tagli al personale potrebbe imporre, dall’altro abbiamo una società che riunisce tutti gli attuali gestori regionali ma ha sede a Gorizia, il presidente rappresenta l’emanazione pordenonese, il vicepresidente quella udinese e l’amministratore delegato quella goriziana».

«A Trieste, ovvero alla Trieste Trasporti che, contrariamente ad altre realtà, garantisce svariati milioni di euro di utile all’anno, sono riservati due posti di serie b. Della serie – conclude Carini – ennesimo grazie a mamma Regione da parte della nostra città depredata».

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