Edilizia, Revelant (Ar) e Colautti (Ap): «Crisi? Basta lavori a ditte del Sud»

Roberto Revelant, consigliere regionale di Autonomia Responsabile, e Alessandro Colautti (Alternativa Popolare), annunciano una mozione urgente per arginare la crisi dell’edilizia

foto pixabay

«La crisi dell’edilizia? Alimentata anche da decisioni miopi e autolesionistiche della pubblica amministrazione. Ha senso che un lavoro da 40mila euro nel Comune di Sedegliano venga affidato a una ditta di Bari? E perché la Regione, in casa sua, per interventi di manutenzione straordinaria alla sede di piazza Oberdan a Trieste, fa un sondaggio pubblico aperto, senza mettere alcun vincolo di appartenenza territoriale?» Così Roberto Revelant, consigliere regionale di Autonomia Responsabile, e Alessandro Colautti (Alternativa Popolare), nell’annunciare una mozione urgente per arginare la crisi dell’edilizia.

«Ci sono le direttive vincolanti, fatte ed approvate dalla Regione, che garantiscono una corsia prioritaria alle aziende del territorio. Al di sotto della soglia dei 40mila euro, i lavori possono essere assegnati con incarico diretto. Quanto agli interventi tra i 40mila e i 200mila, per esorcizzare il rischio di cedere al criterio del massimo ribasso, è sufficiente estendere l’invito a un ventaglio tra le 10 e le 15 imprese, che dovrebbero essere tutte espressione dell’economia regionale. Infine, quando la spesa è compresa tra i 200mila e il milione di euro, per garantire il lavoro alle aziende locali, sarebbe sufficiente estendere l'invito a 15-25 aziende, selezionate attraverso il criterio dell'idoneità operativa rispetto al luogo di esecuzione dei lavori. Quindi, abbiamo gli strumenti per “filtrare” le aziende cui assegniamo i lavori. Dare lavoro a ditte che versano i contribuiti sul territorio significa alimentare una spirale socio economica virtuosa, creando occupazione».

 Secondo Revelant e Colautti «è necessario che, su questo tema, la Regione assuma un ruolo di regia e controllo per garantire uniformità ed equità nelle opere pubbliche in tutto il territorio. Sarebbe altresì opportuno chiudere la stagione, scandita da poche luci e molte ombre, pregna di contraddizioni e fallimenti, dei bandi di concorso aggiudicati secondo il criterio del massimo ribasso. Abbiamo assistito a casi paradossali in cui, per vincere il bando, un’impresa (spesso proveniente da altre latitudini) ha messo sul piatto ribassi elevati, a fronte di lavori non eseguiti a regola d’arte».

Secondo i due consiglieri «avere la copertura della Regione consentirebbe agli uffici tecnici comunali di lavorare con più serenità» Colautti e Revelant chiudono: «L’esempio di Sedegliano è paradossale. Perché assegnare un lavoro da serramentista e di carpenteria da 40 mila 715 euro tramite un bando aperto? Non c’era un’impresa della zona in grado di fare questo intervento? La ditta di Bari lo farà meglio? Per la cronaca, dietro alla ditta vincitrice, si sono classificate due aziende di Volla e Acerra, entrambe dalla provincia di Napoli. Da seguire anche il caso di Trieste. L’operazione presuppone una spesa di 625mila euro, quindi nettamente sotto il milione di euro. Chi si aggiudicherà l’opera? Sarà un’azienda del Fvg che versa le tasse alla nostra regione?»

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