Wärtsilä e Flex, CasaPound: «Non possiamo accettare che spostino la produzione oltre confine»

«Lo Stato assicuri con ogni mezzo gli interessi esclusivi dei lavoratori»

Nelle ultime mattinate intorno alle 5:30 un gruppo di militanti di CasaPound ha volantinato davanti ai cancelli della Wartsila e della Flex per esprimere solidarietà agli operai delle rispettive aziende.
«Non possiamo accettare - afferma il gruppo - che due realtà così importanti come Wartsila e Flex possano spostare la propria produzione fuori dai confini nazionali.  Dopo il caso della Moncler, della Whirpool e della Embraco, ecco che anche su questa questione cala lo spettro della delocalizzazione».
«Non solo rifiutiamo questo sistema, volto solo a guardare al profitto generando dumping sociale, ma non accettiamo che lo Stato permetta lo smantellamento delle realtà produttive sane del nostro paese. Abbiamo voluto esprimere la nostra solidarietà e vicinanza ai lavoratori della Wartsila e della Flex, specie a quelli che già hanno lasciato o presto lasceranno il loro posto di lavoro, affianco ai quali vogliamo lottare affinché nulla venga spostato in Paesi pronti a fare concorrenza sleale sul costo della manodopera».

«Vogliamo difendere la professionalità e le conoscenze dei nostri lavoratori e difendere esclusivamente gli interessi nazionali. A chi oggi pensa di trasformare l’Italia in un paese di disoccupati, diciamo che noi non ci stiamo. Crediamo che la priorità del nostro Paese sia quello di difendere gli interessi dei lavoratori italiani, senza subire più imposizioni da un’Europa concentrata su logiche economiche e non sugli interessi del popolo Italiano».
«Ogni anno - conclude CasaPound - perdiamo migliaia di posti di lavoro senza che le istituzioni facciano alcunché, salvo esprimere a posteriori la propria falsa solidarietà. Per noi la frase “prima gli italiani” non è solo uno slogan, ma una missione. Per questo crediamo che non solo la produzione debba restare in Italia, ma che lo Stato debba assicurare con ogni mezzo gli interessi esclusivi dei lavoratori».

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Class action contro il "Sogno del Natale", molti triestini chiedono il rimborso dei biglietti

  • Incidente in strada nuova per Opicina: due minorenni feriti, uno grave

  • Terribile schianto in Slovenia, morto sul colpo un triestino di 89 anni

  • Dito medio e "dentro no son proprio andà", pluripregiudicato di Muggia ai domicilari

  • Roma boccia l'abbattimento della Tripcovich, Dipiazza su tutte le furie: "Oggi me ne andrei dall'Italia"

  • Strada nuova per Opicina, terzo schianto in meno di 24 ore

Torna su
TriestePrima è in caricamento