Belgio-Francia, i triestini a Bruxelles

A meno di due ore dal fischio d'inizio abbiamo sentito le voci dei triestini residenti nella capitale. Le emozioni, il tifo, chi invece non ha neanche la tv. Una serata storica per il paese.

Questa sera si sfidano Francia e Belgio nella prima semifinale del Campionato del Mondo di Calcio Russia 2018. A Bruxelles vivono moltissimi triestini e abbiamo intercettato alcuni di loro, chiedendo loro qualche commento sulla partita, le speranze per questa sera, le pulsazioni della capitale belga. 

Contro la spocchia dei grandi

Giulio Groppi, residente a Bruxelles dall'inizio degli anni Novanta parla subito chiaro: "tutte le macchine hanno i cornetti applicati ai finestrini e la foto del diavolo sul tergicristallo posteriore, ci sono bandiere dappertutto, in tutti i bar trovi almeno una persona con la maglietta dei diavoli rossi. L'ambiente è molto divertente, anch'io che non sono un calciofilo e guardo una partita ogni quattro anni mi ritrovo a fare il tifo per questa nazionale. Siamo i piccoli d'Europa contro la spocchia dei grandi del calcio. Ci prenderanno sotto gamba e alla fine perderanno. Voglio dire, è come se la Triestina vincesse lo scudetto, un'emozione particolare".  

I supermercati chiudono un'ora prima

Giulia Tercovich, lavora e vive a Bruxelles da qualche anno. "Riguardo alla partita" racconta Giulia "ovviamente faremo tifo in piena! Nel nostro caso lo faremo da casa per via di nostra figlia, ma saremmo andati volentieri con i miei colleghi (la maggioranza non belga ovviamente) che si troveranno a guardare la partita in pub. Comunque, per dirti il livello di attesa, i supermercati delhaize oggi chiudono un’ora prima per permettere ai dipendenti di andare a vedere la partita". 

I reportages

Elio Germani fa il fotografo. "Certi francesi a causa della pressione si sono messi a tifare per il Belgio. Diciamo che la Francia non sta simpatica a tutti". Elio seguirà la partita lavorando. "Andrò a fare qualche fotografia per il giornale La Capitale, giornale per cui lavoro. Diciamo che sono molto distaccato a causa dell'allergia alle bandiere nazionali e agli assembramenti di imbecilli che urlano. Detto questo, ci sono aspetti interessanti anche in questa storia dei mondiali. Nelle scorse settimane sono stato mandato a realizzare vari reportages sugli schermi giganti che sono stati installati in alcuni comuni (a Bruxelles sono vietati dopo i disordini di un anno fa quando dopo una partita con il Marocco alcuni tifosi hanno spaccato tutto e hanno cercato di incendiare alcuni negozi), oppure ho visto Kompany e Chadli che visitavano una scuola, ho incrociato Charles Michel e Donald Tusk che andavano a vedere la partita e molto altro."

Immagini diverse per un'unica partita. In ogni modo, Bruxelles ricorderà per molti anni questa serata. 

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