Ritorna “La pizzeria”, corto-documentario sull'immigrazione ambientato a Borgo san Sergio

Una storia della periferia di Trieste, dove si incontrano immigrati di oggi e esuli di ieri. È un film che racconta l’emigrazione del passato, ma anche quella del presente


La sera di venerdì 17 marzo ritorna sugli schermi “La pizzeria” di Massimiliano Milič, un corto documentario ambientato a Borgo San Sergio nella periferia di Trieste. Dopo il grande successo di pubblico ottenuto all’ultimo Trieste Film Festival, il film sarà proiettato alla Pizzeria da Modesto, la location dove è stata interamente girata la pellicola. Per l’occasione il pubblico avrà modo di incontrare il regista e i protagonisti del corto documentario. La proiezione è aperta al pubblico.

«La pizzeria è una storia della periferia di Trieste, dove si incontrano immigrati di oggi e esuli di ieri. È un film che racconta l’emigrazione di ieri, ma anche quella di oggi», spiega Massimiliano Milič che, lo ricordiamo, è autore di Bora.La e ha prodotto e diffuso recentemente il corto “Drago”. Per i primi mesi del 2016 Massimiliano ha scelto di lavorare in una pizzeria campana nel rione di Borgo San Sergio, a Trieste per imparare il mestiere del pizzaiolo. Ma Massimiliano non ha portato a casa solo qualche competenze in più in fatto di impasti e condimenti: «Come in tante periferie europee, una buona parte degli abitanti di questa zona (se non la maggioranza) sono emigrati. Espressione di questa multiculturalità, una sorta di micro-cosmo, era la pizzeria dove lavoravo».

Continua Milič: «C’erano il titolare salernitano, il cuoco istriano sloveno, il cuoco esule istriano italiano, il pizzaiolo pugliese e la donna delle pulizie di origini serbe. Ma ciò che mi attirava di più di questo luogo, senza che all’inizio me ne rendessi conto, erano le dinamiche interne. Spesso e volentieri potevo sentir vociferare pregiudizi nei confronti degli emigrati odierni da parte delle persone che lavoravano in pizzeria. Ma questo pregiudizio "da bar" non si traduceva concretamente nei rapporti interpersonali tra chi ci lavorava e gli emigrati, per esempio africani, che frequentavano la pizzeria. Potevi sentire il vecchio cuoco istriano italiano Arno, uno dei protagonisti della pellicola, commentare ad alta voce con tono sprezzante una notizia alla tv sugli emigrati africani e arabi, ma poi (alla prova dei fatti) trattare questi emigrati con simpatia e gentilezza come il vu-cumprà Johnny a cui ogni mattina veniva offerto il caffè».

«Nei mesi che ho passato nella pizzeria - racconta Milič - prima come aiuto-pizzaiolo poi nei panni del regista, ho trovato più umanità e fratellanza che in tanti altri bar, caffè o salotti bene di Trieste. Oggi, la gente comune critica l’immigrazione, magari vota alcuni partiti schierati contro il fenomeno e si scaglia rabbiosa su Facebook contro gli emigrati. Sicuramente lo fa anche perché non conosce queste persone nella sua vita quotidiana, concretamente. Quando però i residenti entrano in contatto con lo straniero, allora può sorgere un atteggiamento umano e solidale».

Conclude Milič: «Il mio corto è un tentativo di raccontare Trieste, ma anche l’Italia. Attraverso “La pizzeria” volevo creare un piccolo ritratto di un pezzetto di Italia. Oggi i pregiudizi dilagano nei confronti dell’immigrato come del resto dilagavano fino a 10 anni fa nei confronti dei meridionali che si insediavano a Trieste. Spesso, per alcuni triestini, ho la sensazione che sia un razzismo soltanto a parole». Il film “La pizzeria” è stato girato da aprile a settembre 2016 con una piccola troupe composta dal regista Massimiliano, la fonica Teresa Scarcia e il cameraman Sebastiano Coslovich.
L’appuntamento per “La pizzeria” è dalle ore 20 di venerdì 17 marzo presso la Pizzeria da Modesto in via Maovaz 6 nel rione di Borgo San Sergio.

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