Aumenti in busta paga da luglio 2020: ecco chi avrà i 100 euro pieni

Il bonus scatterà da quest'estate. Tra le riforme ancora in discussione c'è anche l'ipotesi accorpare le aliquote Irpef e rinforzare così le busta paga

Da luglio 2020 le buste paga diventeranno più ricche con aumenti fino a 100 euro per i lavoratori dipendenti. Saranno in pochi tuttavia a beneficiare del bonus (e della detrazione) in misura piena. Come spiega all’AdnKronos la commercialista Rossella Moroni, per i lavoratori fino a 24600 euro di reddito, "si parla di un aumento di 20 euro in busta paga perché già ne prendevano 80 per il bonus Renzi. Da 24601 a 26600 il bonus Renzi era più basso e, quindi, per loro l'aumento sarà un po' più alto perché percepivano meno di 80 euro". La vera differenza sarà per chi guadagna tra i "26mila e seicento euro a 28mila euro che erano esclusi dal bonus Renzi" e "con la nuova normativa avranno i 100 euro pieni".

Aumenti in busta paga, sopra i 28mila euro scatta la detrazione

Oltre i 28mila euro l’aumento sarà concesso sotto forma di detrazione fiscale. "Tra i 28mila e un euro e 35mila l'importo del bonus annuale sarà di 960 euro - spiega Moroni - , mentre per quelli da 35mila e un euro fino a 40mila euro ci sarà un nuovo meccanismo a scalare con importo decrescente del bonus all'aumentare del reddito".

Secondo quanto stabilito dal testo del decreto (pubblicato il 5 febbraio in Gazzetta Ufficiale), per i dipendenti con redditi superiori a 28mila euro spetta una detrazione del seguente importo:

480 euro, aumentata del prodotto tra 120 euro e l'importo corrispondente al rapporto tra 35.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 7.000 euro, se l'ammontare del reddito complessivo è superiore a 28.000 euro ma non a 35.000 euro;
480 euro, se il reddito complessivo è superiore a 35.000 euro ma non a 40.000 euro; la detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l'importo di 40.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l'importo di 5.000 euro.

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Così potrebbe cambiare l'Irpef

Non è tutto. Il taglio del cuneo fiscale è infatti solo un primo passo di quella che sarà una riorganizzazione più ampia del sistema fiscale. Tra le riforme ancora in discussione c'è "l'idea di rinforzare la busta paga", spiega infatti Moroni, "accorpando un po' le aliquote Irpef e gli scaglioni". "Si cercherà di aiutare le fasce di reddito più deboli. A oggi l'aliquota è del 23% fino a 15mila euro e del 27% fino a 28mila euro - conclude -, mentre in prospettiva dovrebbe diventare più bassa al 20% fino a 28mila euro. La no tax area che a oggi è fino a 8mila euro, potrebbe salire invece a 10mila euro".

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