Lavoro, aziende tecnologiche alla ricerca di 150 figure professionali

Confindustria Venezia Giulia ha deciso di affiancare le aziende con una serie di iniziative che possano agevolare la crescita del territorio volte a creare nuovi percorsi professionali

Le imprese del territorio che stanno crescendo sono quelle che hanno già saputo evolversi facendo leva sulla digitalizzazione, l'informatizzazione e l'utilizzo dell'IT. A queste si aggiungono tutte le altre aziende, qualunque sia il loro settore e la loro dimensione, che si troveranno a breve a dover affrontare le sfide dell'“Industria 4.0”, dovendo anch'esse inserire nei sistemi tradizionali nuovi sistemi digitali innovativi per poter continuare a essere attive in mercati sempre più globalizzati e sempre più competitivi.

Per poter sostenere questa crescita, è fondamentale quindi che le imprese trovino sul territorio risorse umane qualificate e pronte ad aggiornarsi ulteriormente e in maniera costante. Al momento, invece, le realtà afferenti al mondo delle tecnologie informatiche, bioinformatiche e biomedicali presenti in regione riscontrano notevoli difficoltà per trovare profili tecnici adeguati. Se si prendono in esame le aziende associate a Confindustria Venezia Giulia si tratta di 21 imprese con oltre 1200 dipendenti per la Sezione Informatica e Reti e di 12 imprese con oltre 2200 dipendenti per la sezione Elettronica. Da un’indagine su questo campione è emersa una carenza stimabile in circa 150 posizioni nel breve termine di figure professionali.

«Sul territorio le nostre aziende associate dei settori Hi-Tech riscontrano la mancanza di 150 dipendenti qualificati negli ambiti informatica, elettronica, telecomunicazioni e biomedicale – ha dichiarato Diego Bravar, vicepresidente di Confindustria Venezia Giulia –. È necessario pertanto fare sistema per dare ossigeno alla crescita di queste imprese, che stanno espandendosi a ritmi accelerati fuori dal mercato domestico, diventando partner di player mondiali dell’IT, dell’automotive, delle telecomunicazioni. Se non trovassero forze lavoro qualificate in numero adeguato, rischiano non solo di non poter rispondere in tempo agli ordini ricevuti, ma addirittura la loro stessa sopravvivenza».

Per questo motivo Confindustria Venezia Giulia ha deciso di affiancare le aziende con una serie di iniziative che possano agevolare la crescita del territorio volte a creare nuovi percorsi professionali, a orientare il contenuto dell'offerta formativa esistente e a incrementare le relazioni tra il sistema produttivo locale e l’importante presenza dei centri di ricerca sul territorio.

In questa cornice, l'associazione è stata tra i soci fondatori della Fondazione ITS Volta, nata dalla collaborazione tra mondo della ricerca, dell'industria, della sanità e della scuola, che ha l'obiettivo di formare figure professionali da inserire sul mercato del lavoro, che presentino nuove ed elevate competenze tecniche nel settore BioHighTech. Grazie a quell'accordo si è potuto dare il via, per il biennio 2014-2016, al corso per Tecnico superiore per la gestione e manutenzione di apparecchiature biomedicali e a quello per Tecnico superiore per lo sviluppo e la gestione di informatica medica, i cui docenti, per oltre il 50% dei docenti provengono dal mondo del lavoro. Tali percorsi hanno già diplomato 38 studenti, di cui 22 hanno immediatamente trovato un impiego nel settore. Il bando per il nuovo biennio 2016-2018 si chiude in questi giorni con l'obbligo di preiscrizione alle selezioni entro il 14 ottobre 2016, compilando il modulo presente su www.itsvolta.it.

«La Fondazione è stata concepita per formare figure professionali adeguate da inserire sul mercato del lavoro, che presentino nuove ed elevate competenze tecniche in aree considerate strategiche per lo sviluppo economico locale e nazionale, e che siano in grado di interfacciarsi in maniera efficace alle esigenze del mondo dell'industria», ha aggiunto Bravar.

«L’Istituto Tecnico Statale Alessandro Volta - ha dichiarato la Dirigente Scolastica Clementina Frescura - sei anni fa ha avviato l’articolazione di studi di Informatica, nell’ambito dell’Indirizzo di Informatica e Telecomunicazioni, proprio per rispondere alle esigenze di professionalizzazione del territorio. È ora garantito un organico docente stabile ed altamente qualificato che opera in stretta sinergia al fine di garantire l’acquisizione di competenze da parte degli studenti in linea con le richieste e le sollecitazioni del territorio. Il Comitato Tecnico Scientifico di cui si è dotato l’Istituto fornisce utili indirizzi d’azione cui il Collegio dei Docenti e il Dipartimento di Informatica si uniforma. L’attivazione poi del percorso post diploma di Tecnico Superiore, cui si riferisce l’attività della Fondazione Alessandro Volta, permette ai docenti un rapporto ancora più sinergico con le Aziende del Territorio e con la stessa Università agli Studi di Trieste. Il risultato di tanto impegno è dato dal fatto che gli studenti migliori ottengono proposte di lavoro ancor prima di  diplomarsi. Resta comunque la tensione al miglioramento continuo soprattutto nel rapporto con il mondo del lavoro anche per l’organizzazione di attività dio alternanza scuola/lavoro e di stage lavorativi».

Analogamente l'Associazione ha sottoscritto un Protocollo d’Intesa con l’Università degli Studi di Trieste, che ha aperto tavoli di lavoro sulla didattica, sulla ricerca e sul trasferimento tecnologico nei settori industriali delineati dalle specializzazioni intelligenti regionali. Un’intesa attivata per adeguare insieme l’offerta formativa universitaria locale all’attuale domanda dei portatori di interesse del territorio. 

Parallelamente Confindustria Venezai Giulia ha proceduto con la ristrutturazione delle tradizionali categorie merceologiche in cui erano divise le imprese associate in “supersezioni” che ricalcano le altre 5 aree di specializzazione intelligente proposte dalla nostra Regione: Smart Health, metalmeccanica; sistema casa; agroalimentare; tecnologie navali; cultura, la creatività e turismo. Infine, è stato scelto di aderire all'accordo di rete per la costituzione di un nuovo polo tecnico professionale dell'economia del mare (PTP EcoMa). Tale rete, nata pochi mesi fa, è costituita da istituti scolastici dell'area isontina e da altri soggetti pubblici e privati presenti in regione (Mare TC FVG, Friuli Innovazione, ITS Nautico, Midolini srl, Compagnia Portuale srl). Scopo della rete è promuovere tutto il comparto dell’economia del mare - cantieristica navale, nautica da diporto, produzione off-shore, trasporti marittimi, logistica e servizi per la navigazione e diportismo nautico – grazie a nuove iniziative per meglio comprendere i processi di trasformazione e sviluppo dell'economia del settore, per generare ulteriori opportunità di qualificazione e riqualificazione delle risorse umane necessarie a sostenere la crescita e orientarne la scelta formativa, e per promuovere un maggiore collegamento tra il sistema scolastico e quello produttivo.

«Stiamo cercando 20 persone e trovarle sul territorio è davvero difficile. Basti pensare che l’Università degli Studi di Udine laurea complessivamente 20 ingegneri informatici ogni anno, e ovviamente non c’è solo la nostra azienda su piazza. Serve diffondere la consapevolezza che in questo settore ci sono tante opportunità occupazionali e che le tecnologie informatiche saranno sottese a un numero sempre maggiore di ambiti», ha dichiarato Davide Varesano, Chief Operations di Officer di EMaze.

«Il valore che un’impresa trasferisce alla comunità e al Paese in cui opera non si misura solo in termini di produzione sana, innovazione, successo di mercato ma anche di competenze e conoscenza che genera. L’investimento di un’azienda in termini sociali, culturali e nel capitale umano, infatti, è altrettanto importante di quello economico o addirittura più importante quando contribuisce al progresso del territorio e allo sviluppo delle persone. Teorema ha sempre avuto un’attenzione speciale alla valorizzazione dei talenti, sia per il bene del proprio business sia per rimettere in circolo nel sistema linfa vitale che stimola la crescita generale», ha affermato Michele Balbi, Presidente di Teorema Engineering. «Lavorando in un settore dove la conoscenza e la specializzazione sono fattori strategici di competitività e, al contempo, fondamenti dell’etica di impresa, abbiamo bisogno costantemente di professionisti e giovani con formazione di alto livello. Lo skill shortage di cui il mondo digitale soffre è un rischio troppo oneroso da affrontare. Per questo, abbiamo deciso di promuovere concretamente su più piani la formazione, fondando TILT, digital hub per lo sviluppo di nuove imprese che mette al centro la condivisione di know-how, destinando fondi per i giovani che si avviano alla ricerca e collaborando con l’Università degli Studi di Trieste, con Area Science Park, il Comune di Trieste, la Regione Friuli Venezia Giulia in programmi culturali e formativi. Si è creato un circolo virtuoso di condivisione di competenze informatiche che ora siamo impegnati a espandere in altre regioni ed esportare all’estero».

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«Da anni Cluster Reply è attiva su progetti di formazione dei ragazzi insieme all’Università degli Studi di Trieste, all’AIET – Associazione elettronica e Telecomunicazioni nelle scuole superiori per creare la giusta cultura e orientare nella scelta dell’indirizzo universitario. Questo perché c’è un forte scollamento tra le esigenze delle imprese sul territorio e l’immaginario dei ragazzi. Siamo impegnati anche in un progetto europeo, Code for Kids, in cui viene insegnato fin dalle elementari ad interagire attivamente con i computer e non esserne utenti passivi», ha dichiarato Ivo Della Polla Partner e CEO di Cluster Reply.

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