Electric Run in “corto circuito”, Polidori: «Valuteremo sanzioni»

Dopo la bufera per il “flop” dell’evento, il Comune farà le valutazioni del caso dopo il supporto (non del tutto saldato) di 73 mila euro

Archi luminosi, gadget fosforescenti, effetti speciali e musica lungo il percorso: queste le aspettative dei triestini che hanno partecipato alla Electric Run a Trieste sabato 16 giugno. Aspettative deluse stando ai video e alle dichiarazioni in rete: i video su youtube mostrano archi gonfiabili piccoli e mal illuminati, in tutto otto, uno dei quali è stato danneggiato prima del previsto. I kit di benvenuto includevano una maglietta bianca con scritta nera, qualche braccialetto “starlight”, due bracciali Bluenergy e un catalogo: una misera dotazione secondo gli utenti delusi, che hanno scatenato una bufera social. Diverse le tariffe, dai 12,50 euro delle promozioni fino ai 25 euro degli ultimi biglietti, con una media di 15 euro l’uno, come dichiarato dagli organizzatori.

Trucco fluo non incluso e a pagamento (5 euro), così come l’acqua (2 euro a bottiglietta) e gadget aggiuntivi per altri 5 euro. Completano il quadro le comunicazioni discordanti per l’orario di partenza, avvenuta prima del calar del sole (vanificando l’effetto dei già esigui gadget), e musica troppo lenta, erogata dai pochi altoparlanti lungo il percorso. Al termine, un arrivo piuttosto spoglio e il Dj set di Bottai in piazza, che ha invece raccolto grandi consensi.

La più grande perplessità, tuttavia, riguarda i fondi stanziati dal comune, 73 mila euro previsti da una delibera, di cui attualmente non tutti sono stati pagati alla società organizzatrice Vega Events. C’è chi in rete parla di truffa, alcuni partecipanti minacciano di fare causa alla società e a tal proposito il consigliere comunale Giovanni Barbo formulerà un’interrogazione al consiglio comunale di stasera, martedì 19 giugno.

«Non a caso la cifra non è stata liquidata del tutto – spiega il vicesindaco e attuale assessore ai grandi eventi Paolo Polidori – Io ho assistito alla parte finale dell’evento e sto raccogliendo le testimonianze, da cui emerge di sicuro lo scontento di molti partecipanti. Al  momento stiamo valutando quanto le aspettative siano state disattese, per fortuna esiste una convenzione scritta con dei parametri precisi che, qualora non siano stati rispettati, permettono di applicare sanzioni. È prevista una penale di 500 euro per ogni punto. Il comune aveva già effettuato una valutazione preliminare sulla logistica e la sicurezza, il resto (la buona riuscita dell’evento e il divertimento degli utenti) è di responsabilità degli organizzatori».

Così commenta invece il 24enne Simone Bortolotti, di Vega Events: «Siamo dispiaciuti per il fatto che 150 persone non si sono divertite, molte di queste hanno commentato in rete augurandoci il peggio. I video in rete mostrano un gonfiabile a terra che è stato squarciato da qualcuno, gli altri hanno funzionato fino alla fine e in alcuni casi sono stati ripresi, ovviamente sgonfi, alla fine della manifestazione. Sono pronto a organizzare un incontro in cui discutere faccia a faccia con i delusi dalla manifestazione, e sarò lieto di accettare critiche costruttive».

«Abbiamo raccolto in tutto quasi 10 mila partecipazioni – continua Bortolotti -, anche dall’estero, ma molti non si sono nemmeno presentati. Bisogna tenere presente che il video promo riguardava una manifestazione a Miami con numeri molto più alti e circa 500mila euro di budget. Nell’edizione triestina l’allestimento era ovviamente più contenuto, circa 150 mila euro, che sono comunque una grande spesa tenendo presente che le sole pulizie sono costate 8mila euro. Ricordo inoltre che il 10% delle vendite sarà devoluto al Cro di Aviano, a cui l’anno scorso abbiamo devoluto oltre 12 mila euro».

«È sincero il mio dispiacere per non aver suscitato le giuste emozioni – conclude – aggiungo che si trattava del primo evento Electric Run in Italia, e terremo in considerazione i feedback per le prossime edizioni»

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