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Tutto esaurito per Tosca, che chiude con lunghi applausi la stagione lirica del Verdi

Pieno il teatro al debutto di venerdì, con la consueta rappresentanza cittadina dei vip, ma con una straordinaria presenza di pubblico anche nei settori meno esclusivi

E' stata la più applaudita, La Tosca, ultimo spettacolo in cartellone al teatro Verdi di Trieste, che chiude una stagione decisamente all'insegna del successo. L'amata opera di Puccini ha inoltre registrato il tutto esaurito per gran parte delle date triestine, e anche per quelle a Udine e Pordenone. Pieno il teatro al debutto di venerdì, con la consueta rappresentanza cittadina dei vip, ma con una straordinaria presenza di pubblico anche nei settori meno esclusivi, da dove hanno applaudito con calore a scena aperta i bravi protagonisti di una delle opere più rappresentate al mondo.

La regia è firmata dall'argentino Hugo de Ana, artista eclettico, non sempre facile da accontentare, che ha preferito rimanere dietro le quinte al termine della rappresentazione rinunciando agli interminabili applausi. Non tutte le scelte del regista sono state però vincenti, a cominciare dalle proiezioni su schermo trasparente posizionato tra artisti e pubblico che in qualche modo non ha permesso un contatto visivo nitido e totale con quanto accadeva sul palcoscenico per tutta la durata dell'opera. La stessa natura delle proiezioni, fotografie, sovrapposizioni e filmati simili ai vecchi sceneggiati storici, ha rovinato a mio parere alcuni passaggi musicali importanti. Eccessive anche le didascalie esplicative.

Buona invece la regia di de Ana per quanto riguarda le scene, imponenti, e le luci ad esaltare la drammaticità dei passaggi pucciniani. Splendidi i costumi, sempre di de Ana, in particolare quelli di Floria Tosca e Scarpia. Un po' troppo calcato il sagrestano, un personaggio ingiustamente ridotto a macchietta cenciosa. Molto buona la prova dell'orchestra e del coro del Verdi, diretti dal maestro Fabrizio Maria Carminati che ha saputo dare la giusta intensità all'intera partitura, e molto convincente anche la performance del coro di voci bianche diretto da Cristina Semeraro.

Il poderoso “Te Deum” ha fatto vibrare l'intero teatro. Sul fronte canoro molto buona la performance del tenore Massimo Giordano, nei panni del pittore Mario Cavaradossi. Il tenore, triestino d'adozione, ha esordito quasi timidamente nel primo atto, ma, raccolti i primi consensi del pubblico con “Recondita armonia”, ha interpretato molto bene la passionalità ed il coraggio del personaggio, raccogliendo interminabili applausi ne “E lucevan le stelle”.

Molto brava anche Svetla Vassileva, in una Tosca forte e fragile ma senza eccessi. Pur non avendo ricevuto gli applausi meritati, ottima è stata la performance di Angelo Veccia nei panni del perfido Scarpia. La Tosca si è conclusa con lunghi applausi e pioggia di fiori sugli artisti. Pur con qualche contaminazione di regia non troppo riuscita, l'opera di Puccini, che replica a Trieste fino al 17 giugno, ha soddisfatto appieno le aspettative e ha lasciato quel buon sapore di lirica fatta bene che ci fa contare con trepidazione i mesi che mancano alla prossima stagione, presentata solo qualche giorno fa, e che aprirà in novembre con l'Evgenij Onegin di Cajkovskij. (Foto del Teatro Verdi di Trieste).
 

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