Melara, Carini (Startup Trieste): «Più sicurezza per i residenti»

Il candidato sindaco della lista apartitica Fabio Carini in visita al Quadrilatero di Melara per incontrare i cittadini che abitano la zona e valutare le principali criticità

«Fa bene Mister Andersen Cosolini a pensare ai bandi governativi che forse verranno e forse no per migliorare la qualità della vita a Melara, ma è ancora più importante agire subito laddove si sarebbe comunque dovuto intervenire già da mesi se non da anni». Proseguendo il viaggio nelle periferie, il candidato sindaco della lista civica apartitica Startup Trieste, Fabio Carini, ha incontrato nei giorni scorsi al Quadrilatero di Melara una rappresentante del Portierato sociale, Patrizia Lizzi, e il presidente del Comitato di Quartiere, Claudio Calabrese, con i quali si è soffermato a valutare le principali criticità.

Dalle informazioni ricevute e dagli scambi di battute con vari abitanti, è emersa la necessità di garantire maggiore sicurezza a tutta l’area attraverso un capillare sistema di telecamere realmente funzionanti e, al contempo, chiarire subito le competenze di Comune e Ater nella zona. «Il primo vero problema di Melara – continua Carini, che nella visita era accompagnato da Andrea Tonon, candidato consigliere comunale di Startup Trieste – è la mancanza di regole precise che garantiscano possibilità di intervento e di sanzione alla Polizia municipale, finora solo impotente spettatrice delle ripetute violazioni commesse quotidianamente su un tratto ad uso pubblico ma di competenza privata».

Il quadrilatero di Melara accoglie oltre 1500 abitanti ed è una delle realtà più popolose della città. Da anni, ma soprattutto negli ultimi mesi, i residenti lamentano una situazione di degrado e incuria evidente, in particolare nelle aree verdi sporche e piene di deiezioni canine divenute praticamente inaccessibili ai bambini. Alla mancata pulizia, come segnalato a Carini dai cittadini, si aggiungono mezzi abbandonati e parcheggi selvaggi un po’ ovunque che disturbano la vita diurna e notturna delle famiglie.

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«Le telecamere – evidenzia Carini - possono essere un ottimo deterrente rispetto alla microcriminalità che sta sempre più minando la serenità dei triestini. Se, come pare evidente, questa Giunta comunale considera marginali i troppi fatti criminosi che si verificano in tutta la città, è giunto il momento di chiudere questa penosa parentesi di non-governo e ricordare a Mister Andersen Cosolini che un sindaco ha il dovere di lavorare per i suoi cittadini cinque anni e non le ultime cinque settimane di mandato».

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