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Ferriera, Uniti per Trieste: «Chiusura area a caldo, riconversione in hub logistico»

i partiti chiedono a gran voce la chiusura dell'intero impianto, dimenticandosi di pensare anche alle ripercussioni economiche che avrebbe tutto questo. va chiusa immediatamente l'area a caldo della ferriera, riconvertendo la zona in un Hub logistico

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

In questi giorni si parla molto di Ferriera; da varie parti si chiede a gran voce la chiusura dell'intero impianto, dimenticandosi di pensare anche alle ripercussioni economiche che avrebbe tutto questo.

Uniti Per Trieste ritiene pertanto che l'unico progetto credibile sia quello realizzato dalla controllata dell'Autorità' Portuale, Alpe Adria.

Il progetto prevede la creazione di un tavolo di lavoro con Arvedi, per convincerlo a chiudere immediatamente l'area a caldo della ferriera, riconvertendo la zona in un Hub logistico che trova il suo naturale retro porto nella zona delle Noghere.

Con questa soluzione, si garantiranno la continuità lavorativa degli operai della ferriera, garantiremo il diritto alla salute dei cittadini e offriremo alla proprietà un business 10 volte più redditizio rispetto alla produzione della ghisa.

Da subito si è capito che il Cavalier Arvedi fosse interessato a Trieste soprattutto per la parte logistica portuale e ben poco interessato all'area a caldo e non può essere diversamente essendo quest'ultima non redditizia.

Il laminatoio che dovrebbe produrre laminato normale, avrà una concorrenza cinese che sul mercato europeo sta offrendo 400 milioni di tonnellate di acciaio a metà prezzo rispetto ad Arvedi.

La seconda linea che dovrebbe produrre laminati "speciali" è ancora in alto mare causa i costi molto elevati e il mercato saturo.

Tutta l'impalcatura del progetto Arvedi , sponsorizzato dalla "Zarina" Serracchiani, non sta economicamente in piedi.

Nonostante ciò gli sono stati erogati dalla Regione F.v.g. 50 milioni di Euro e concessa l'AIA con "formula politica", pur perdurando l'inquinamento e il blocco dello sviluppo del Porto e della città.

Tutto ciò può accontentare la "Zarina" Serracchiani ma non certo i triestini, perché gli accordi di programma si devono fare su basi tecnicamente sostenibili e su ricerche di mercato, non su accordi politici con risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

Pertanto almeno l'area a caldo della Ferriera va chiusa senza se e senza ma!

Romano Pezzetta - Servola Respira

Avv. Nicola Sponza - Uniti per Trieste

Uniti per Trieste e l'associazione "Servola Respira" convocano una conferenza stampa sul tema "Ferriera di Servola"

Giovedì 26 maggio alle ore 10

Presso la sede di Uniti per Trieste

Piazza San Giovanni 6.

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