Domenica, 13 Giugno 2021
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Uniti per Trieste, "Trieste Mega Yacht": «Marina per navi da diporto di metratura sopra i 50 metri»

Grande successo di pubblico ieri alla presentazione del progetto Trieste Mega Yacht, progetto che propone di riqualificare l'area a mare del Porto Vecchio di Trieste realizzando una marina per navi da diporto di metratura superiore ai 50 metri. Geomar, Nuovo Arsenale Cartubi, Officine Belletti, Motomarine e Zidarich marmi compongono la cordata di storiche Imprese triestine che finanziano totalmente TMY.

Grande successo di pubblico ieri alla presentazione del progetto Trieste Mega Yacht.

Giovedì pomeriggio, alle ore 16, in molo IV, si è svolta, davanti ad una platea di quasi 200 persone, la presentazione del progetto, autofinanziato da imprenditori triestini, Trieste Mega Yacht.

Geomar, Nuovo Arsenale Cartubi, Officine Belletti, Motomarine e Zidarich marmi compongono la cordata di storiche Imprese triestine che finanziano totalmente TMY.

Il progetto consiste nella riqualificazione dell'area a mare del Porto Vecchio di Trieste e la realizzazione di una marina per navi da diporto di metratura superiore ai 50 metri.

Durante la presentazione sono intervenuti nell'ordine l'avvocato Nicola Sponza, candidato sindaco della lista civica Uniti per Trieste, Andrea Boldrini segretario di Uniti per Trieste, Paolo Furlan, amministratore delegato di Geomar, e l'ingegner Marco Maranzana, amministratore delegato di Nuovo Arsenale Cartubi.

Nicola Sponza ha spiegato la particolarità giuridica riguardante il Porto Vecchio, sottolineando come l'attuazione di un progetto del genere, inserito nel programma di Uniti per Trieste che prevede l'estensione della zona franca a tutta la provincia , trasformerebbe la città in una piccola Montecarlo.

Nel secondo intervento sono stati presentati i vantaggi per la città derivanti da una riqualificazione simile. Il progetto TMY prevede interventi esclusivamente su aree di pertinenza dell'autorità portuale. Nello specifico consiste nella riqualificazione delle tre banchine del porto vecchio, della parte interna della diga vecchia, la costruzione di una strada che colleghi direttamente la Marina al cuore della città.

Un intervento del genere ha lo scopo di far rinascere il terziario triestino, visto che i fruitori della marina si interfaccerebbero solo con i servizi offerti dalla città (la nave di Abramovich, solo in fiori, ha speso a Trieste 14000€ al giorno).

Paolo Furlan ha spiegato quali sono gli interventi subacquei necessari per la sistemazione dei fondali e dei corpi morti, atti all'ormeggio delle imbarcazioni. È stato stimato che dalla approvazione del progetto la prima banchina sarà pronta in soli sei mesi è darà rifugio alle prime 50 navi.

Le stesse aziende si faranno carico dei costi di bonifica del torrente Chiave, che altrimenti ricadrebbero sulle casse comunali e regionali, quindi senza chiedere un euro ai cittadini.

La conferenza si è conclusa con un importante intervento dell' ingegner Maranzana, A.D. Cartubi, che con l'ausilio di un video, ha illustrato tutte le importanti commesse realizzate e previste sui mega yacht ed affidate alla Cartubi stessa, spiegando che una marina così, viste le competenze cantieristiche triestine, non sarebbe mai vuota e porterebbe un indotto di migliaia di nuovi posti di lavoro per i triestini.

Ci ha fatto piacere notare che tra il pubblico c'erano diversi rappresentanti della politica locale di altri schieramenti e ci ha fatto ancor più piacere notare che questi non hanno avuto nulla da eccepire sul progetto TMY, progetto promosso da Uniti per Trieste che ha come unico obbiettivo il benessere della città.

L'evento di ieri, sponsorizzato dagli imprenditori stessi e dalla Birreria Bunker, si è concluso con un'aperitivo musicale con vista sui bacini interessati dal progetto.

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