A Parola data: " Attacco all'Euro "

"Se la Francia perde la tripla A (AAA) sono morto" così dichiarò pochi giorni fa Nicolas Sarkozy - noto per la sua bellezza almeno pari alla simpatia della moglie Carla Bruni - a margine di uno degli innumerevoli ed interminabili consigli-convegni...

"Se la Francia perde la tripla A (AAA) sono morto" così dichiarò pochi giorni fa Nicolas Sarkozy - noto per la sua bellezza almeno pari alla simpatia della moglie Carla Bruni - a margine di uno degli innumerevoli ed interminabili consigli-convegni tra i Capi di governo europei sulla preoccupante situazione economica del Vecchio Continente. Non l'avesse mai detto, che Standard & Poor, una delle più blasonate Agenzie di rating internazionali sanzionava che non solo la Francia non presenta più le massime condizioni di affidabilità nel garantire al mercato l'assolvibilità del proprio debito nazionale, ma che lo stesso vale per tutta Europa. Ad esclusione della Germania, della Finlandia e del Benelux ovviamente.
Novità?
No.
Più di un osservatore economico internazionale aveva fatto notare che l'asse Parigi-Berlino era squilibrato ed opportunistico, ovvero che il Governo francese, avendo ben compreso che sulla moneta europea si stava per scaricare la tempesta speculativa nata nel 2008 negli Stati Uniti, aveva assunto una posizione di comodo nel dettare agli altri partner europei cosa e come fare per limitare i danni a scapito di tutti, ma che non ne aveva né i titoli e neanche i fondamentali.
D'altronde l'asse Parigi-Berlino aveva fin da subito iniziato a scricchiolare avendo intuito la signora Merkel - e i valenti funzionari di Stato tedeschi non più dediti all'arte della guerra guerreggiata, ma a quella economica - la posizione bifronte dei francesi.
La Francia, da sempre e in qualunque contesto, persegue la ragion di stato dettata dalla grandeur e mai Parigi avrebbe potuto o voluto farsi mettere i piedi in testa da chichessia. I tedeschi - coerenti con il preambolo della loro Carta costituzionale ("La Germania consapevole della propria responsabilità di fronte alla Storia....") avevano pazientemente accettato il gioco di monsieur Sarkozy per un paio di mesi. Di più era troppo.
Ora, per come stanno le cose, l'idea del Fondo salva Stati - tanto evocato da Giulio Tremonti - sembra più lontano che mai.

E com'è stata valutata l'Italia da Standard & Poor? Una bella BBB, ovvero un bilancio statale ritenuto incosistente dal punto di vista dell'importo del debito e della risposta con adeguate politiche di sviluppo dell'economia.
Le reazioni delle Borse non saranno tenere: non c'è da stare allegri per il peso che hanno sui mercati le Agenzie di rating insomma.

E il dibattito consequenziale in casa nostra?
Un Mario Monti imbronciato e demoralizzato più che mai.
Di stare alle corde Pier Luigi Bersani però non ci sta e, in una scia Tremontiana, invoca "una politica economica europea che realizzi il Fondo salva Stati", mentre Umberto Bossi, capo traballante della Lega Nord in lotta con Roberto Maroni per la leadership del partito, dichiara che "il Governo Monti ci sta portando alla miseria".
Insomma, nulla di nuovo sotto il sole: di Sarkozy in Italia non c'è neanche l'ombra, figuriamoci di Merkel.
Morire noi? Forse ai potenti dell'economia mondiale non ci resta che arrenderci.
Chissà se faranno prigionieri.

Simone Momianesi>>

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