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Gene Gnocchi Domani a Trieste alla Lovat

Camillo Valbusa è un italiano medio, piccolo forse. Dimenticato quasi sicuramente. Pare faccia il venditore ambulante di siero antivipera, ma più sicuramente il redattore di un esilarante e amaro diario, un po’ surreale un po’ iperreale. Perché...

Camillo Valbusa è un italiano medio, piccolo forse. Dimenticato quasi sicuramente.
Pare faccia il venditore ambulante di siero antivipera, ma più sicuramente il redattore di un esilarante e amaro diario, un po' surreale un po' iperreale.
Perché Valbusa è, soprattutto, il protagonista dell'ultimo libro di Gene Gnocchi, "L'invenzione del balcone". Libro che il popolare personaggio televisivo presenterà alla Libreria Lovat di Trieste venerdì 2 dicembre alle ore 18,00
In questo libro, il celebre comico affronta in chiave vagamente dark il genere della satira letteraria e racconta, in una battuta o in un intero capitolo, tutti i miti della moderna società letteraria, da Erri de Luca a Michela Murgia, da Margareth Mazzantini a Fabio Volo, da Giorgio Faletti a Andrea Camilleri. Ma anche gli editori e le più note firme del giornalismo italiano; il Gruppo '63 e i suoi remakes; Italo Calvino e Alberto Arbasino.
Intorno a loro un mondo già finito, dove un certo Hannibal Lecter, che ha fatto del cannibalismo del pensionato una carta per vincere le elezioni, aspetta l'immunità parlamentare per poter governare.
L'invenzione del balcone è, insomma, una perfetta parodia del romanzo post-moderno e anche post-mortem (dell'autore che muore in corso d'opera): frammenti di diario, lettere all'editore, o meglio sugli editori, carteggi ritrovati, interviste postume.
Ridendo e scherzando, Gnocchi prende tutti i luoghi comuni della cultura moderna e li fa a pezzetti, mette in cortocircuito le leggende metropolitane - dal copia copia di Albano e Michael Jackson a quello di Umberto Galimberti.
Nel farlo, mette in scena un mondo di povera gente, pensionati disperati, solitudini inconsolabili, amori finiti, amori mai trovati, disoccupati e cassaintegrati, mentre il mondo dei capitani d'industria è impegnato sul set di un porno e Emma Marcegaglia discute con i sindacati del settore.
Lo fa con modi della black humor tradizionale: descrive minuziosamente ogni passaggio, scompone e ricompone il reale fino a farlo sembrare un fatto assurdo e così ancora più reale.

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