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Iniziata la migrazione degli anfibi: a cosa fare attenzione

Il declino della biodiversità ormai è generalizzato ed investe praticamente qualsiasi elemento dell’ecosistema: le attività umane hanno un grave impatto su componenti che garantiscono anche la nostra stessa sopravvivenza su questo fragile pianeta. Particolarmente colpiti sono gli anfibi

All'inizio di ogni primavera, gli anfibi si destano dal letargo e, a decine di migliaia, migrano in massa verso i corsi d’acqua per deporvi le uova. Per farlo, devono attraversare strade anche molto trafficate finendo in gran parte schiacciati dalle automobili.

Gli anfibi per l'equilibrio naturale

Purtroppo gli anfibi sono dovunque minacciati d’estinzione a causa della distruzione e sottrazione dell’habitat e dell’inquinamento. Pagano il prezzo salatissimo di essere animali piccoli, schivi e poiché prevalentemente notturni, “invisibili”, per cui la loro esistenza è quasi totalmente ignota con la conseguenza che si tende a sottovalutare il grande valore dalla loro presenza nell’ambiente. Ricordiamo che questi “animaletti”, cibandosi d’insetti e quindi preziosissimi per l’agricoltura, sono anche importantissimi bio-indicatori dello stato di salute dell’ambiente. È in quest’ottica che dovrebbero essere salvaguardati. Sono creature viventi che, in quanto tali, meritano rispetto e anche soprattutto per il fatto che sono indispensabili al mantenimento del delicatissimo equilibrio naturale.

Dunque un appello a tutti gli automobilisti: rallentate e aiutate a preservare queste specie importantissime anche per il nostro territorio. Gli anfibi si possono anche mimetizzare sull'asfalto: a volte ciò che può apparire come una foglia secca è in realtà un anfibio in strada.

Perché l'attenzione agli anfibi

Il declino della biodiversità ormai è generalizzato ed investe praticamente qualsiasi elemento dell’ecosistema: le attività umane hanno un grave impatto su componenti che garantiscono anche la nostra stessa sopravvivenza su questo fragile pianeta. Particolarmente colpiti sono gli anfibi (rane, rospi, tritoni, salamandre etc.) che vedono sempre più ridursi i loro habitat anche in Friuli Venezia Giulia.

Gli anfibi infatti sono la classe di vertebrati più minacciata a livello globale. Per questo sono considerati animali da proteggere da importanti normative anche internazionali. Da molti anni, per far fronte alle lacune nell’applicazione della Direttiva per la salvaguardia degli anfibi, in tutta Italia vengono organizzate importanti azioni di conservazione attiva, come quelle effettuate da volontari.

Tra le cause del declino citiamo cementificazione, pesticidi, bonifiche, inquinamento di aria e acqua, l'immissione di animali alloctoni. Un'ulteriore causa è quella degli investimenti causati dal traffico stradale.

Al termine dell'inverno, infatti, molte specie di anfibi si risvegliano dall’ibernazione (una sorta di letargo che li aiuta a superare i rigori dell’inverno) e si spostano verso i luoghi in cui andranno a deporre le uova: stagni, laghi, pozze, piccole raccolte d’acqua. Questi spostamenti, che avvengono prevalentemente dopo il crepuscolo e spesso assumono le caratteristiche di una vera e propria migrazione di massa, sono spesso intercettati da piccole o grandi strade. Da cui il problema degli investimenti, che ogni anno miete migliaia di vittime. Non solo, ma pensiamo anche allo schiacciamento di una sola rospo femmina: non significa uccidere un unico esemplare, ma condannare anche i potenziali 5.000 nascituri, tante sono le uova che in media una femmina ha dentro di sé.

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