Polizia, Sap: «Riordino protegge la casta e penalizza i poliziotti»

Tamaro: «Il Sap questa soluzione non l’accetta perché a fronte di pochi, ancorché giusti, riconoscimenti vengono frustrate decine di migliaia di posizioni individuali»

«Peggiore di ogni possibile previsione», questo il commento di Lorenzo Tamaro, il segretario provinciale del Sindacato autonomo di Polizia, sulla riunione che si è svolta in questi giorni a Roma sul riordino delle carriere. Un incontro atteso da più di 20 anni.
«Per coprire la perdita del bonus degli 80 euro (in nero) - spiega Tamaro - verranno spalmate le risorse del riordino in modo che nessuno perda quella quota di retribuzione elargitaci a suo tempo con evidenti scopi di consenso politico. Il Sap questa soluzione non l’accetta perché a fronte di pochi, ancorché giusti, riconoscimenti vengono frustrate decine di migliaia di posizioni individuali. Per gli agenti ed assistenti, sovrintendenti, ispettori solo briciole, qualche chances per pochi, davvero troppo pochi, e assolutamente niente per la maggioranza».

Esplicite le accusa del Sindacato: «Puzza poi non poco la parte in cui si rende “impermeabile” il ruolo dei funzionari all’accesso dei colleghi con percorso interno: una protezione di casta miope ed anacronistica. Stessa solfa per chi ha procedure concorsuali in atto e per i ruoli tecnici. Un disastro senza precedenti: per le carriere si può serenamente affermare che le cose cambieranno in peggio. I principi della legge del 2003, che demandava le risorse ad un riordinamento dei ruoli non direttivi, e quelli della Legge Madia che statuisce equiordinazione e valorizzazione del merito e della professionalità, vengono spudoratamente calpestati».

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Il Sap dichiara infine di aver denunciato «fin dal primo giorno della promulgazione della “delega” i pericoli annidati dietro i giochetti fatti di bozze sempre uguali, comunicati sindacali (altrui) tanto forvianti quanto compiacenti: ora purtroppo arrivano le conferme.
Ci sono voluti più di 20 anni per “partorire” questo “non riordino”, ancora una triste riprova di quanto sia lontano il Governo dai poliziotti e dalle loro famiglie che continuano ad essere bistrattati e dimenticati: tutto ciò sta alimentando un forte malcontento nella “comunità interna”.

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