Teatro

Anche i bambini della Scuola Internazionale al “Verdi” per “La Boheme”

È stata forse la prima volta che un gruppo così nutrito di bambini, 15 in tutto tra i 7 e i 10 anni, sedesse sulle belle poltrone di velluto rosso della platea del teatro lirico “Verdi” di Trieste per assistere ad un'opera per “grandi”, “La Bohème” di Giacomo Puccini. Gli studenti di seconda, terza e quarta elementare dell'International School of Trieste,  provenienti da Finlandia, Stati Uniti, Canada, Repubblica Ceca, Slovenia  e naturalmente Italia, hanno deciso di assistere all'opera dopo aver ascoltato in classe una prolusione adattata alle esigenze della loro età,   rigorosamente in inglese.  Nel corso della prolusione, inoltre, i piccoli si sono improvvisati cantanti lirici e con tanto di mimica hanno eseguito le arie più famose dell'opera in stile karaoke. Questo ha fatto sì che domenica, mescolati al  pubblico abituale del “Verdi”, i  futuri melomani seguissero con grande attenzione e trasporto l'intera tragica vicenda di Mimì e Rodolfo, si commuovessero per la tragica fine di Mimì, e parlassero poi senza sosta dell'opera a cena, dopo cena, e il giorno dopo a scuola. Merito anche dell'eccezionale e paziente personale del teatro “Verdi”, dalla biglietteria alle maschere, che si è prodigato in mille accortezze (e miracoli, tra i quali la “moltiplicazione dei cuscini”) per rendere speciale questo battesimo con l'opera per i bambini dell'IST. Tanto entusiasmo è da attribuire  inoltre alla magnifica rappresentazione scenica nell’allestimento del Teatro del Giglio di Lucca, città natale del compositore. Le scene di Italo Grassi, curate nel dettaglio, attente alle profondità, ricche di particolari e fedelissime al contesto storico dell'opera, hanno contribuito a coinvolgere i bambini aiutandoli visivamente ad immergersi in un contesto storico molto diverso dal loro.  I costumi di Anna Biagiotti, anch'essi molto suggestivi e curati, e naturalmente fedeli all'epoca,   hanno ulteriormente aiutato ad accompagnare i bambini nella Parigi di metà Ottocento, un mondo  sconosciuto per loro, non avendo ancora sviluppato  bagaglio culturale sufficiente a comprendere che, ai tempi di Mimì e Rodolfo, non esistevano il riscaldamento centralizzato,   l'elettricità,   non c'erano le coperte e giubbotti di piumino d'oca e  per le complicazioni di un raffreddore si poteva morire. 

Il personaggio più gradito ai bambini è stato quello di Musetta, interpretato dalla bella e carismatica Marie Fajtova.  A seguire Rodolfo, il bravo tenore albanese  Rame Lahaj, e il magnifico soprano croato Lana Kos nei panni di Mimì.  Anche Alcindoro alias Benoit, pur se personaggio marginale, è risultato molto gradito ai bambini per la sua comicità. C'è da aggiungere che la compagnia di canto era omogenea ed equilibrata, con ottime doti recitative oltre che canore, rendendo quasi perfetto il risultato. A coinvolgere i bambini infine la presenza sul palcoscenico per tutto il Secondo atto di tanti talentuosi coetanei, ovvero i Piccoli cantori della Città di Trieste diretti da Cristina Semeraro, che hanno aggiunto quel tocco di allegria e frivolezza necessari per poi affrontare il pathos del Terzo atto. Ma davvero, si sono chiesti i piccoli studenti in platea, a quell'epoca i bambini facevano tanti capricci per una trombetta giocattolo o un cavallino di pezza? Che strano...Molto apprezzato anche il coro del Verdi diretto dal Maestro Fulvio Fogliazza, mentre il Maestro concertatore  Renato Balsadonna  al suo  debutto sul palcoscenico triestino ha ulteriormente reso speciale questa apprezzata “Bohème”.  “La musica era bellissima – ha commentato una piccola spettatrice di 8 anni al termine della rappresentazione – proprio bravo questo Puccini.  Glielo puoi dire quando lo vedi?”

Alessandra Ressa

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