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"Trieste in bianco e nero", al Gopcevich la mostra del fotografo Adriano de Rota

La mostra propone, nell'occasione del centenario dalla nascita di Adriano de Rota, una retrospettiva dell'opera del fotografo, con focus sugli anni Cinquanta e Sessanta

Venerdì 21 luglio, alle ore 18.00, presso la Sala Selva di Palazzo Gopcevich, in via Rossini, 4 a Trieste, avrà luogo l’inaugurazione della mostra Trieste in bianco e nero nelle fotografie di Adriano de Rota, che rimarrà aperta fino al 3 settembre 2017 con i seguenti orari: da martedì a domenica, 10-18, lunedì chiuso.

La mostra, ideata e realizzata dai Civici Musei di Storia ed Arte, con la direzione di Laura Carlini Fanfogna, direttrice del Servizio Musei e Biblioteche, a cura di Claudia Colecchia, responsabile della Fototeca e delle Biblioteche dei Civici Musei di Storia ed Arte, e di Stefano Bianchi, conservatore del Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”, propone, nell'occasione del centenario dalla nascita di Adriano de Rota, una retrospettiva dell'opera del fotografo, con focus sugli anni Cinquanta e Sessanta, presso la Sala Selva di Palazzo Gopcevich. Il patrimonio, in parte di proprietà della Fondazione della Cassa di Risparmio di Trieste, narra di luoghi, volti, eventi, momenti pubblici e privati della Trieste nel periodo 1946-1991. Gran parte dei beni fotografici sono descritti nel Catalogo integrato dei beni culturali del Comune di Trieste e consultabili all’indirizzo: biblioteche.comune.trieste.it. Una selezione del materiale è già stata digitalizzata. Sebbene Adriano de Rota sia tra i primi fotografi della città a cimentarsi con il colore, frequentando i corsi AGFA a Milano nel 1954, in esposizione sono prediletti gli scatti in bianco e nero, non solo perché più numerosi, ma anche perché meglio carpiscono, fissano e illustrano le suggestioni e le seduzioni della contemporaneità del fotografo.

Viene presentato un percorso narrativo che si snoda in tre momenti: la città allo specchio, riflessa in luoghi ed eventi; lo sport, a cui de Rota dedica particolare attenzione; il tempo libero trascorso in teatro, al cinema, in nuovi divertimenti. Adriano de Rota fotografa per lavoro, ma con irrefrenabile passione e curiosa partecipazione: sorta di novello flâneur che racconta la città, le sue strade, le case e i suoi abitanti. Paesaggi urbani e umani divengono immagini che, catturate dall’apparecchio fotografico, si trasformano in istantanea e instancabile narrazione del vissuto, delle sue relazioni e mutazioni.

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