AUTONOMIE LOCALI: PANONTIN, CONTINUIAMO A CREDERE NELLE FUSIONI

Trieste, 19 ott - "Ogni progetto fa storia a sé. Continueremo a sostenere iniziative di fusione tra Comuni, come indicato nel nostro programma di mandato e nella legge di Riforma delle Autonomie locali". Lo afferma l'assessore regionale alle Autonomie locali del Friuli Venezia Giulia Paolo Panontin a commento dell'esito del referendum sulla fusione tra i Comuni di Azzano Decimo e Pravisdomini (Pordenone), in cui sono prevalsi i No.

"Le due Amministrazioni comunali - ricorda Panontin - hanno deciso a primavera di quest'anno, in totale autonomia, di intraprendere il percorso di fusione. A fronte di tale iniziativa la Regione ha fatto ciò che era già accaduto con precedenti progetti, ovvero ha dato il suo sostegno. Del resto, in occasione delle ultime elezioni regionali, avevamo assunto nel nostro programma un chiaro impegno a promuovere i processi di fusione analogamente a quanto stava scritto nel programma della coalizione che sosteneva la candidatura di Renzo Tondo".

"È altrettanto evidente che ogni progetto fa storia a sé e gli esiti dei referendum sono diversi da luogo a luogo, in questa Regione come nel resto del Paese, come testimoniano le cronache. Continuiamo a credere nella necessità di accompagnare i processi di fusione di Comuni, lo faremo nei modi e nei termini previsti dalla legge, sempre con il massimo rispetto per la volontà dei territori e dei cittadini".

"Le Amministrazioni comunali di Azzano e Pravisdomini - osserva Panontin - hanno fatto una proposta coraggiosa ai loro cittadini, i quali si sono espressi con il referendum in modo chiaro. I sindaci ne hanno preso atto dichiarando esplicitamente di aver perso questa battaglia. Si chiama democrazia".

L'assessore Panontin ricorda precedenti casi in Friuli Venezia Giulia, come il primo referendum fallito tra Valvasone, Arzene e San Martino al Tagliamento e quello, coronato invece da successo, tra i soli Comuni di Valvasone e Arzene. "Potrei citare molte altre storie di fusioni, annunciate, mancate o abortite prima ancora di essere sottoposte a referendum: nessuno si è mai scandalizzato", osserva ancora l'assessore.

"Nelle campagne referendarie - aggiunge Panontin - spesso si fa leva su argomenti emotivi, su autonomie storiche del passato, mentre restano in ombra le molte e buone ragioni economiche e logiche della fusione". "Gli esempi virtuosi non mancano - ricorda l'assessore - e basta spostarsi in Provincia di Trento, dove quest'anno sono andati al voto 55 Comuni per decidere su 19 progetti di fusione. Solo in 10 di questi Comuni è prevalso il No, consentendo alla Provincia di Trento di passare da 208 a 178 Comuni dal primo gennaio del 2016. Se andiamo oltre confine gli esempi si sprecano: Germania, Austria, Belgio, Danimarca, Inghilterra hanno ridotto in maniera drastica le Amministrazioni comunali, per legge e senza referendum, e non credo si possa parlare di decisioni antidemocratiche".

ARC/PF



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