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AUTONOMIE LOCALI: PANONTIN, OK CAL A DDL SU COMPARTO UNICO

Udine, 22 settembre - Il Consiglio delle Autonomie Locali (CAL) quest'oggi ha approvato con 10 voti favorevoli, due astensioni e due voti contrari, l'intesa sullo schema di disegno di legge in materia di Sistema integrato del pubblico impiego regionale e locale. Quindi il CAL ha dato il via libera al provvedimento dopo che nei giorni scorsi erano state proposte modifiche e integrazioni al documento originariamente licenziato lo scorso luglio dalla Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia, quest'oggi rappresentata dall'assessore alle Autonomie locali Paolo Panontin.

"Con il voto di oggi - ha detto Panontin - abbiamo trovato l'intesa su un disegno di legge di grande rilievo che va a modificare un settore importante come quello del Comparto unico". "Questo - ha aggiunto - rappresenta l'ultimo pilastro di una serie di riforme che hanno visto in primis  l'intervento sull'aspetto ordinamentale degli Enti locali, al quale si sono aggiunti poi quelli sul CAL e la Finanza locale".

"Ora - ha evidenziato ancora l'assessore - il provvedimento modificato verrà portato in tempi brevi all'attenzione della Giunta. Se non ci saranno modifiche al testo da parte dell'Esecutivo, la norma potrà approdare alle Commissioni e poi essere esaminata e approvata dal Consiglio regionale".

Il testo approvato dal CAL è il frutto di un lungo lavoro di analisi, integrazioni e confronti tra esperti, rappresentanti istituzionali e organizzazioni sindacali. Dopo la delibera preliminare dell'Esecutivo, il provvedimento è stato illustrato nei mesi scorsi da Panontin in una seduta plenaria del CAL. Poi, alla luce di una serie di modifiche proposte anche dall'ANCI, in cui si riassumevano le richieste avanzate dai Comuni, il testo è stato analizzato in due sedute della Prima Commissione. Quindi il disegno di legge è tornato definitivamente al Consiglio delle Autonomie Locali per il suo licenziamento, avvenuto quest'oggi.

Come è stato ricordato nel corso dei lavori, l'obiettivo principale della Riforma, che si compone complessivamente di 47 articoli, è quello di aumentare l'efficienza delle Amministrazioni pubbliche e di ridurne anche le spese. Tra le integrazioni più rilevanti compiute al testo originario figurano il ripristino dell'ANCI quale datore di lavoro ai fini della nomina e delle direttive da fornire alla delegazione trattante. Inoltre, alla Regione viene riconosciuto il ruolo di coordinamento dei budget  riguardanti le assunzioni per eventuali compensazioni tra quelle a tempo indeterminato e le forme flessibili di occupazione.

Quindi, alle Unioni Territoriali Intercomunali (UTI) viene data la possibilità di gestire le procedure selettive, salvo convenzionamento con l'ufficio unico. Diversi, poi, gli emendamenti richiesti per il comparto dei dirigenti; tra questi figurano la loro messa in disponibilità non solo per valutazione negativa ma anche per scadenza dell'incarico, come anche l'obbligo a permanere nell'incarico stesso per almeno tre anni, salvo accordo diverso fra l'Amministrazione di appartenenza e il dirigente.

A ciò si aggiungono una maggiore elasticità nel ricorso a personale esterno al ruolo per incarichi dirigenziali, aspetto questo facilitato dal fatto che è comunque definita, in maniera fissa, la percentuale massima utilizzabile. Infine è stato inserito un articolo sulla responsabilità dirigenziale, con l'elencazione delle motivazioni per cui la valutazione può essere negativa.

ARC/AL/fc



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