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Cultura: Gibelli, rinnovata convenzione con Cineteca del Friuli

Trieste, 6 agosto - La Giunta regionale, su proposta dell'assessore alla Cultura, Tiziana Gibelli, ha approvato lo schema di convenzione triennale tra la Regione Friuli Venezia Giulia e l'Associazione Cineteca del Friuli.

"Viene così garantito - ha commentato Gibelli - il conseguimento delle finalità di servizio pubblico della Cineteca anche per il triennio 2018-2020".

Il rinnovo della convenzione assicura la prosecuzione dell'attività della Cinetica quale polo di riferimento di ricerca, raccolta, catalogazione, studio, conservazione, valorizzazione e deposito legale del patrimonio filmico e audiovisivo regionale.

"Si tratta - ha aggiunto l'assessore - di un perno dell'identità culturale del Friuli Venezia Giulia la cui funzione non è soltanto retrospettiva, di custodia e restauro di opere che segnano la nostra memoria collettiva, di per sé aspetto già di enorme valore, ma anche propositiva, di ricerca, di consulenza e di valorizzazione della creatività filmica e audiovisiva".

La convenzione prevede che nei compiti della Cineteca vi sia la promozione di studi e ricerche cinematografiche di interesse regionale, l'acquisizione di materiali, sempre di interesse regionale, e la collaborazione con le istituzioni cinematografiche riconosciute. In base alla delibera, eventuali modifiche, rimodulazioni e integrazioni non sostanziali rispetto alle finalità della legge regionale sull'Associazione cineteca del Friuli (legge 16 del 2014), possono essere approvate con decreto del direttore regionale Cultura.

La Cineteca, la cui sede legale è a Gemona del Friuli, è attiva dal 1977, ha il riconoscimento della Fiaf (Fédération Internationale des Archives du Film), è tutelata dal ministero dei Beni e delle Attività culturali ed è membro dell'Ace (Associazione delle cineteche europee).

"Nutrire e contaminare le nuove ottiche e i nuovi approcci con le felici visioni e le produzioni miliari del nostro passato come la Cineteca del Friuli - ha concluso Gibelli - rappresenta una sfida culturale e morale se è vero che spetta all'istituzione pubblica promuovere strumenti che connettano le memorie e contrastino la frammentazione delle conoscenze cui i tempi che viviamo sono fortemente esposti". ARC/PPH/fc
 



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