CULTURA: TORRENTI, CONTINUARE A INDAGARE SU PERSECUZIONE EBREI

Trieste, 26 ott - "Bisogna continuare a indagare sulle persecuzioni antiebraiche del fascismo e del nazismo, e non solo dal punto di vista dell'approfondimento storiografico, ma tenendo conto anche della realtà di oggi". Lo ha sottolineato l'assessore regionale alla Cultura del Friuli Venezia Giulia Gianni Torrenti che ha aperto questa mattina al ridotto del Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste il convegno internazionale I compositori e i musicisti ebrei italiani durante il fascismo.

Il convegno è stato organizzato nell'ambito del Festival Viktor Ullmann, promosso dall'Associazione Musica Libera e dedicato alla musica Concentrazionaria, composta dai deportati nei campi di concentramento o nei ghetti nazisti, e alla musica Proibita nell'Italia fascista e nella Germania nazista perché considerata decadente e contraria ai canoni razziali imposti dai due regimi.

Il convegno è stato sostenuto dalla Regione, assieme al Dipartimento di Studi Umanistici (DiSU) dell'Università di Trieste e al Teatro Verdi. "Abbiamo fortemente voluto questa iniziativa - ha detto l'assessore Torrenti - per affiancare alla proposta musicale una riflessione non episodica, che sia l'inizio di un percorso che duri nel tempo capace di apportare un primo mattone alla conoscenza su questi fatti".

All'apertura dei lavori hanno portato il loro saluto, assieme a Torrenti, l'assessore alla Cultura della Comunità ebraica di Trieste Mauro Tabor, il direttore del DiSU Lucio Cristante e il sovrintendente del Teatro Verdi Stefano Pace.

Come ha spiegato uno degli ideatori del convegno, Alessandro Carrieri della Monash University di Melbourne, è necessario "sanare una lacuna storiografica, ma anche una ferita". Non mancano studi, per esempio, sui docenti universitari ebrei costretti a lasciare l'insegnamento in seguito alle leggi razziali, annunciate nel 1938 da Mussolini proprio a Trieste, ma non si sa quasi nulla dei musicisti e dei compositori espulsi dai teatri di tutta Italia, compreso il Verdi, e poi perseguitati dal fascismo.

Nel corso dei lavori si confrontano studiosi di Università italiane e internazionali in due sessioni, dedicate rispettivamente ai temi La musica di fronte all'antisemitismo e alla persecuzione e Musica e resistenza.

ARC/PF



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