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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
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Famiglia: Rosolen, torna al centro dell'agenda politica



"Oltre ai 33,7 milioni in Finanziaria, un ulteriore milione per le associazioni per iniziative per conciliare lavoro e genitorialità".

Trieste 22 dic - "Rimettere al centro la famiglia e sostenere la natalità sono le priorità dell'agenda politica e il nostro impegno per il 2019. Il rinascimento demografico è la base per una ripresa del tessuto sociale ed economico. Servono nuove formule e nuove sintesi per esorcizzare il calo progressivo di nascite e arginare il fenomeno, sempre più incombente e diffuso, delle culle vuote: archivieremo gli strumenti che non hanno funzionato e avvieremo una nuova fase attraverso un percorso di progettazione condivisa con le associazioni familiari. Naturalmente, non si può prescindere dalle risorse: per questo, abbiamo destinato 14 milioni e mezzo per l'abbattimento delle rette degli asili nido, 8 milioni a bonus bebè e 5 milioni e mezzo alla carta famiglia. Infine, sono previsti 6,2 milioni ai soggetti gestori per il contenimento delle rette. In tutto, sono 33,7 milioni di euro". Così l'assessore regionale Alessia Rosolen, nell'illustrare "un percorso che prevede misure e strumenti ad hoc per abbattere le spese per gli asili e favorire politiche di conciliazione per le donne, che devono essere sostenute e tutelate nella doppia veste di mamme e lavoratrici. Con la Finanziaria abbiamo posto le basi per costruire un progetto importante, garantendo quasi 35 milioni alle politiche per un capitolo che costituisce una priorità assoluta per questa giunta. Presto inizieremo a lavorare sul primo testo unico sulla famiglia, strumento che permetterà di raccogliere e riordinare il combinato disposto, non sempre lineare, di leggi e norme che regolano le famiglie. In Friuli Venezia Giulia si terranno i primi Stati Generali della Famiglia, circostanza in cui sarà possibile mettere a confronto le politiche attuate nelle varie regioni e scambiarsi buone pratiche nell'ottica di intercettare le esigenze reali delle famiglie, troppo spesso escluse da bonus calibrati con scarsa precisione". L'assessore spiega che "la scorsa settimana, con la prima delibera sul tema, abbiamo garantito un milione per le associazioni familiari per iniziative rivolte a mamme disoccupate, per il reinserimento lavorativo delle mamme dopo il congedo e per conciliare il ruolo di lavoratore e genitore, sia per le mamme che per i papà. Capitolo importante è il welfare aziendale: la realizzazione di asili nido, il monte ore e altre politiche espressamente concepite per i genitori con figli piccoli verranno incentivate e premiate dalla Regione. Se siamo tutti convinti che i figli siano la nostra vera ricchezza, servono investimenti e azioni che uniscano il pubblico e il privato". Rosolen entra nel merito della delibera, spiegando che "nel bando istituito con questo provvedimento incentiviamo le associazioni a presentare progetti e iniziative per le mamme in cerca di occupazione o in procinto di tornare alla professione dopo la maternità o per il benessere familiare: dai dopo scuola ai centri estivi, dalle tagesmutter ad altre formule che hanno già dato risultati. La delibera lascia carta bianca alle associazioni, che possono proporre soluzioni anche esterne al perimetro di misure già sperimentate, con risultati non sempre brillanti, con iniziative di raccordo tra servizi pubblici, privati e del privato sociale, banche del tempo, gruppi di acquisto solidale e aziende". Rosolen chiude spiegando che "è opportuno e doveroso descrivere il fenomeno per quello che è: stiamo assistendo a un crollo della natalità in Friuli Venezia Giulia. Non ha senso addolcire la pillola mitigando il concetto, perché finiremmo per distorcere la realtà. Il trend è agghiacciante: il calo progressivo è stato sostituito da un dato strutturale, che non può essere relegato alla categoria delle contingenze. Su base nazionale, nel 2017, ogni donna italiana ha partorito, in media, 1,24 figli. In Friuli Venezia Giulia abbassiamo ulteriormente una soglia già allarmante, precipitando a 1,19 figli per donna. Questi numeri, poi, devono essere analizzati, non semplicemente elencati: sappiamo che in Italia alcune regioni del Sud alzano la media, mentre in Fvg senza gli stranieri fronteggeremmo numeri addirittura peggiori. Dobbiamo tutti prendere atto del fatto che, quanto è stato fatto fino ad oggi, non ha portato risultati. Non possiamo ostinarci a parlare di welfare senza legarlo a doppio filo al dato economico e occupazionale: oggi il vero problema è la sostenibilità. Dobbiamo mettere i giovani nelle condizioni di lavorare e formare una famiglia. Non servono bonus o slogan, servono tutele reali: lavoro solido e strutturato, tutele vere, tempi che consentano di conciliare la vita privata con il lavoro. Non a caso, nelle Politiche per il Lavoro, gli incentivi più alti sono rivolti alle famiglie. Dire che mettiamo la famiglia al centro di tutto non è uno slogan, ma un'azione politica che stiamo già traducendo in atti amministrativi". ARC/PPD/com



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