GIORNATA DELLA MEMORIA: "LA RESISTENZA DEGLI ORBACH" IL 24/1 SU RAI 3

Trieste, 21 gen - Storie dell'Italia in guerra e della Resistenza che si intrecciano con una storia di libertà e di coraggio per molto tempo dimenticata: quella dei triestini Abramo e Isacco Orbach, riemersa ora nel film La resistenza degli Orbach che, realizzato con il sostegno delle Regioni Marche e Friuli Venezia Giulia, la Rai manderà in onda domenica 24 gennaio alle ore 9.50 su Rai 3. Sarà poi trasmesso in replica su Rai 3 bis (canale 103 del digitale terrestre) mercoledì 27 gennaio alle 21.10.

Un appuntamento che apre, in modo forte e simbolico, le celebrazioni legate alla Giornata della Memoria che ogni anno, proprio il 27 gennaio, ricorda a tutti la data in cui, nel 1945, le truppe sovietiche dell'Armata Rossa, aprirono i cancelli di Auschwitz svelando al mondo l'orrore della Shoah, le vittime dell'Olocausto e delle leggi razziali.

Un ricordo che abbraccia e coinvolge coloro che, a rischio della vita, diedero protezione agli ebrei perseguitati, un ricordo che si lega ai tanti che furono deportati e imprigionati nei campi di sterminio della Germania nazista.

Il film del regista Gianfranco Boiani racconta le vicende dei fratelli Orbach che diventano la storia stessa della Comunità ebraica di Trieste negli anni tragici del fascismo imperante. Famiglia di ebrei polacchi, gli Orbach arrivano a Trieste nei primi anni del Novecento con Abramo e Isacco che nel 1930 aprono un negozio di ricami in piazza dell'Ospedale. Una quotidianità, scandita dalle vittorie ai tornei di scacchi di Abramo, che si spezza con le leggi razziali del 1938.

Dopo quella data, dice Eneo Orbach, figlio di Abramo, "mio padre si sentì perseguitato, discriminato". Niente più partite a scacchi nei caffè triestini che vietano l'ingresso "ai cani e agli ebrei".

Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, Abramo e Isacco con le sorelle e due bambini, scelgono di combattere: fuggono nelle Marche, trovano rifugio nel pesarese con la gente del luogo che li accoglie e li nasconde. I due Orbach entrano in una delle prime formazioni partigiane che opera sulle montagne dell'Appennino umbro-marchigiano e prendono i nomi di battaglia di Adriano e Iso. Lea, una delle sorelle, farà la staffetta.

Poi l'arruolamento nella Jewish Brigade, la divisa con la stella di Davide, la lotta, fino alla fine della guerra, contro i nazifascisti, la liberazione di Trieste e l'attestato di Combattenti per la Libertà, siglato dai generali Montgomery e Alexander.

Nel film ci sono due interventi di Moni Ovadia che, sottolinea il regista Gianfranco Boiani, "danno il senso di questo lavoro: l'importanza di trasmettere la memoria. Perché il futuro va costruito attraverso la consapevolezza di quello che è il nostro passato".

ARC/ME/EP



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