IMMIGRAZIONE: TORRENTI, A BUON PUNTO ANCHE HUB DI PRIMA ACCOGLIENZA

Udine, 2 ott - La situazione dell'accoglienza diffusa, ad oggi, prevede in Friuli Venezia Giulia 46 Comuni coinvolti e 16 Ambiti socioassistenziali su 19 che ospitano richiedenti asilo. "L'obiettivo, che è quello di raggiungere 100 Comuni, è oggi realizzato al 45%, ma grazie ai molti Enti locali che hanno già assicurato la disponibilità per l'accoglienza è realistico supporre che entro novembre si arriverà a quota 70%".

Lo ha precisato l'assessore regionale alla Solidarietà Gianni Torrenti fornendo i dati aggiornati della situazione dell'accoglienza diffusa, assieme alla presidente della Regione Debora Serracchiani, che ha ringraziato per la collaborazione profusa il commissario di Governo e prefetto di Trieste Francesca Adelaide Garufi, i prefetti di Gorizia, Pordenone e Udine - Isabella Alberti, Maria Rosaria Laganà e Vittorio Zappalorto - e i questori Lorenzo Pillinini (Gorizia), Sergio Cianchi (Pordenone), Antonio Maiorano (Trieste) e Claudio Cracovia (Udine) - tutti presenti all'incontro di presentazione dei dati che si è tenuto nella sede della Regione a Udine.

"L'obiettivo che ci siamo dati è anche quello di creare un'interazione con le comunità che accolgono i migranti: un'opportunità che abbiamo potuto portare a compimento, prima ancora che diventasse una richiesta del Governo, attraverso le convenzioni che i Comuni stipulano con le Prefetture, grazie all'intervento della Regione, per alcune attività di integrazione", ha aggiunto Serracchiani.

Sono una ventina i protocolli firmati dai Comuni (da segnalare, per essersi distinti nelle attività Nimis, Venzone, Lignano e Palmanova e altri cinque Comuni del Palmarino), che ricevono risorse sia per la formazione obbligatoria (alfabetizzazione, corsi di lingue, corsi di sicurezza sul lavoro) e per attività socialmente utili (pulizie, giardinaggio, riapertura sentieri, piccole manutenzioni o anche, in caso di migranti con alto grado di istruzione o capacità specialistiche, in attività presso le biblioteche).

"Grazie alla delibera approvata ieri, la Regione ha finanziato ulteriori 38 Progetti locali, presentati da 30 Comuni di tutte e quattro le aree provinciali, per promuovere sul territorio l'inserimento di persone richiedenti asilo / titolari di protezione internazionale. Complessivamente l'impegno della Regione è pari a quasi 482.000,00 euro, in grado di coinvolgere 1.185 persone", ha ricordato Torrenti.

L'importo del contributo regionale a favore degli Enti locali (anche in forma associata) è di 7.000,00 euro per progetti che coinvolgano da 10 a 20 persone e di 15.000,00 euro per progetti con un numero complessivo superiore a 20. Il modello di accoglienza diffusa risponde anzitutto a un criterio di proporzionalità, sulla base della popolazione degli Ambiti, corretta dalla percentuale di immigrati regionali.

"Ciò significa richiedere un po' meno posti a quei Comuni o Ambiti che hanno presenza di immigrati regolari più elevata degli altri. Laddove, quindi, c'è una presenza superiore al 10% o inferiore al 7%, su una presenza di stranieri regolarmente soggiornanti intorno all'8,5%, viene richiesto un riequilibrio delle quote", ha spiegato Torrenti.

L'altro principio è quello della diffusione per Ambiti socioassistenziali. "Questo perché i Comuni gestiscono già insieme i temi dell'Assistenza e della Sanità e perché così si creano anche delle sinergie tra Enti locali: così accade che quei Comuni che non possono ospitare perché non dispongono di strutture mettono a disposizione la possibilità di impiegarli in attività socialmente utili", ha rilevato Serracchiani, ricordando che "questa rete ha permesso di attuare in maniera capillare il Protocollo di vigilanza sanitaria".

Serracchiani ha ricordato che "la Regione è impegnata insieme a Prefetture, Comuni e Ambiti socioassistenziali, ma anche con le associazioni del Terzo Settore - Croce Rossa Italiana (CRI), Caritas di Udine e Gorizia; Consorzio Il Mosaico e Associazione Nuovi Cittadini onlus, ICS-Ufficio Rifugiati onlus, Associazione Nuovi Vicini onlus - perché hanno esperienza acquisita negli anni che è stata oggettivamente utile per tutte le istituzioni".

Oltre all'accoglienza diffusa sull'intero territorio, il Protocollo stipulato assieme al Governo, prevede che la Regione si occupi degli hub di prima accoglienza, in quanto regione di primo approdo dei flussi. "Per la fase di prima accoglienza la Regione, attraverso la Protezione civile, è impegnata a costituire degli hub - interamente finanziati dal Ministero dell'Interno - che, una volta a regime, avranno tutti funzioni di ambulatorio medico per il primo screening sanitario; attraverso l'Ufficio di Polizia per procedere all'identificazione e strutture di prima accoglienza e successivo smistamento a luoghi residenziali e verso altre regioni italiane", ha spiegato Torrenti, sottolineando che la Regione si è dotata di un articolato Protocollo sanitario per la gestione dei controlli, che permette ai medici di lavorare con procedure comuni.

Buona la situazione per il completamento delle strutture: nell'hub di Udine, individuato nella Caserma Cavarzerani e suddiviso in due lotti, il primo è in fase di consegna (con 120 posti letto, ambulatorio medico e servizi); il secondo sarà finito a dicembre di quest'anno con ulteriori 120 posti letto, il completamento degli impianti e una postazione di Polizia.

Nell'hub di Pordenone, nella Caserma Monti, è stato definito il progetto e la gara è in fase di realizzazione con tempi previsti di consegna dei lavori in tre mesi. Una volta ultimato, l'hub disporrà di 70 posti letto circa.

Tra le criticità rilevate da Serracchiani e Torrenti in merito a tutto il sistema di accoglienza, è stato indicato un eccesso di presenze nei tre comuni capoluogo - Gorizia, Trieste, Udine. "Un problema che intendiamo risolvere riequilibrando rapidamente le presenze sul territorio", ha indicato Torrenti.

ARC/EP



In Evidenza

I più letti della settimana

  • Scuola: Rosolen, con zona arancione in aula le medie e 50% superiori

  • Vaccini: Riccardi, in due ore quasi 10mila prenotazioni tra 60-69 anni

  • Vaccinazioni: Riccardi, superate le 22mila adesioni nella fascia 60-69

  • Semplificazione: Callari, ddl snellirà procedimento amministrativo

Torna su
TriestePrima è in caricamento