IMMIGRAZIONE: TORRENTI A MUGGIA, BUONA ACCOGLIENZA FATTORE SICUREZZA

Muggia, 29 set - "Il modello di accoglienza diffusa ha avuto un'adesione significativa da parte dei Comuni, anche se ancora non sufficiente". Lo ha dichiarato l'assessore regionale alla Cultura e alla Solidarietà del Friuli Venezia Giulia Gianni Torrenti intervenendo alla seduta straordinaria aperta del Consiglio comunale di Muggia (Trieste), che si è svolta al Teatro Verdi della città rivierasca.

Oltre ai consiglieri e all'assessore regionale, è intervenuta all'assemblea anche una rappresentanza del Comitato emergenza profughi.

Muggia, ha ricordato il sindaco Nerio Nesladek, si è trovata coinvolta nella questione immigrazione non solo come luogo di frontiera ma anche perché l'ex Caserma della Polizia in località Lazzaretto è stata individuata dalla Prefettura di Trieste come centro di accoglienza "ma - ha puntualizzato l'assessore regionale - non sarà un hub e ospiterà il 2 per cento dei profughi presenti in Friuli Venezia Giulia, allo stato attuale meno di 50".

Il primo cittadino muggesano, confermando la sua posizione favorevole all'accoglienza dei profughi, ha ribadito le perplessità sul luogo individuato in quanto insistente in un'area turistica e isolata rispetto al centro di Muggia.

"È fondamentale trovare un luogo dove accogliere in maniera dignitosa queste persone, tanto più ora che la stagione non è più favorevole dal punto di vista climatico" ha sottolineato Torrenti. "Ciò non significa che non si stiano vagliando altre soluzioni ma non chiediamo nulla di più che una risposta civile a questa situazione di emergenza".

Una realtà che deriva dal fatto che ancora esiste uno squilibrio nella presenza di migranti sul territorio: "Ad oggi 58 Comuni hanno presentato dei progetti di accoglienza, inseriti in 16 su 19 ambiti socioassistenziali" ha aggiunto l'assessore.

"L'aumento di persone in arrivo ha parzialmente vanificato la prima fase di smistamento, lasciando in una situazione di stress quei Comuni che già avevano una maggiore pressione in questo senso, in particolare Udine, Gorizia e Trieste, oltre a Gradisca" ha proseguito Torrenti.

"Sono stati indubbiamente compiuti dei passi avanti ma c'è ancora molto da fare - ha concluso Torrenti - coinvolgendo ad esempio quegli ambiti socioassistenziali che non sono ancora incardinati in questo percorso. La buona qualità dell'accoglienza rappresenta non solo un fattore di dignità per i richiedenti asilo ma anche di sicurezza sul piano sanitario e dell'ordine pubblico per i nostri cittadini".

ARC/RU



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