MAFIA: SERRACCHIANI A GOVERNO, PIÙ RISORSE IN FVG

Udine, 27 luglio - "Sento l'obbligo di raccogliere le preoccupazioni che sorgono nella comunità allorché una situazione che finora appariva di tranquillità mostri risvolti oggettivamente inquietanti". Così la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani scrive al ministro della Giustizia Andrea Orlando, e a quello dell'Interno Angelino Alfano, in una missiva nella quale sollecita "un supplemento di attenzione da parte dei due Dicasteri nei confronti del Friuli Venezia Giulia".

Oltre a far pervenire "l'apprezzamento per l'esperta ed efficace vigilanza" della Procura di Trieste nel suo ruolo di Direzione Distrettuale Antimafia e per la riconosciuta professionalità di tutte le Forze dell'Ordine impiegate nell'operazione investigativa in corso da parte del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Trieste e del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Udine, Serracchiani richiede che "le strutture preposte a garantire la sicurezza del territorio siano dotate di risorse, in termini di personale e mezzi, sufficienti a mantenere un livello adeguato di contrasto e repressione nei confronti delle infiltrazioni della criminalità organizzata".

La presidente richiama quanto segnalano autorevoli operatori impegnati in regione proprio nella lotta a questo tipo di criminalità, ovvero quanto "sia difficile conservare gli standard  di efficienza necessari allorché i ranghi degli Uffici giudiziari e delle Forze dell'Ordine presentino vuoti, talvolta anche larghi".

Ricordando come il Friuli Venezia Giulia sia da lungo tempo sottoposto a una pressione molto forte a causa dei flussi migratori e come la situazione di instabilità e di insicurezza rischi di ripercuotersi su una regione di confine a diretto contatto con i Balcani e, attraverso il Porto di Trieste, snodo di traffici internazionali, tra cui la Turchia e altri Paesi del Mediterraneo, Serracchiani sollecita, dunque, un supplemento di attenzione da parte del Ministero della Giustizia e di quello dell'Interno, assicurando agli organi centrali del Governo che la Regione autonoma è già da ora disponibile e pronta a collaborare a livello istituzionale per "monitorare e prevenire i rischi di infiltrazione criminale nel territorio regionale".

ARC/EP/ppd



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