POSSIBILE FOIBA A MANZANO, TORRENTI INCONTRA VERTICI FARNESINA

Trieste, 16 mar - "Sulla possibile esistenza di una foiba nella zona di Manzano, l'assessore regionale alla Cultura del Friuli Venezia Giulia Gianni Torrenti ha incontrato ieri un funzionario della Ministero degli Affari Esteri (MAE), il quale ha assicurato che il MAE è perfettamente informato e segue con attenzione le vicenda. Inoltre il MAE ritiene possano essere finanziate ricerche sui fatti di quel periodo storico".

Lo ha reso noto l'assessore regionale all'Ambiente e all'Energia sara Vito, rispondendo a una interrogazione sull'argomento posta dal consigliere regionale Mauro Travanut e indirizzata all'assessore Torrenti, oggi non presente in aula in quanto impegnato a Roma.

L'assessore Vito ha spiegato che "sulla presenza di una foiba nella zona di Manzano, la Lega Nazionale di Gorizia ha visionato i documenti relativi, in possesso del MAE, materiale che il MAE ha in copia conforme e provenienti dai Ministeri dell'Interno e della Difesa e già per altro disponibili fin dagli anni Serttanta. Quindi il sodalizio giuliano ha ritenuto di chiedere alla Regione, durante un incontro con l'assessore Torrenti, un intervento affinché siano affidati gli approfondimenti a storici qualificati"..

"Torrenti, ha continuato l'assessore Vito, pur illustrando al presidente della Lega Nazionale che spetta agli storici compiere le ricerche e conseguentemente - qualora si ritenesse che la qualità del materiale visionato sia di reale interesse - sarebbe opportuno il coinvolgimento dell'Università, ha ritenuto di informarsi sulla vicenda per quanto di propria responsabilità".

Nella risposta data al consigliere Travanut, è stato anche precisato che "martedì 15 marzo l'assessore Torrenti ha incontrato un alto funzionario del MAE, constatando che il MAE è perfettamente informato, segue con attenzione la vicenda e ritiene che possano essere finanziate all'interno delle leggi nazionali vigenti, progetti di ricerca sui fatti di quel periodo storico.

Inoltre il MAE può mettere a disposizione dei ricercatori ulteriore materiale finora non accessibile e mai catalogato o esaminato. Per quanto riguarda poi la supposta esistenza di fosse comuni, ipotizzata in uno dei documenti visionati che rimanda ad altro documento al momento non ritrovato e, stando al MAE probabilmente presente in altri archivi, la Procura della Repubblica di Udine ha aperto una sua indagine, di cui si attendono gli esiti".

ARC/AL/ppd



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