RELAZ. INTERNAZIONALI: IPOTESI FORUM ECONOMICO E FOCUS BALCANI IN FVG

Washington, 08 ott - Il Friuli Venezia Giulia ipotizza di ospitare nella primavera del prossimo anno un forum economico, focalizzato sull'innovazione e sul trasferimento tecnologico, anche nel settore agroalimentare, al quale invitare rappresentanti dell'Amministrazione e del Congresso degli Stati Uniti, unitamente a esponenti di imprese, categorie economiche, università, parchi ed enti scientifici al di qua e al di là dell'Atlantico.

Parallelamente, sempre il prossimo anno, l'Amministrazione regionale, forte delle relazioni in atto e delle iniziative avviate in diversi Paesi dell'area balcanica, intende valutare la possibilità di promuovere un confronto internazionale sulle prospettive di sviluppo di quelle realtà, sia in termini di scambi commerciali che di potenziamento del tessuto produttivo e delle infrastrutture.

Sono questi i principali esiti dei numerosi colloqui che, in più sessioni, la delegazione del Friuli Venezia Giulia, guidata dalla presidente della Regione Debora Serracchiani, ha avuto a Washington nella giornata di ieri, dopo gli incontri di New York.

In un quadro di rinnovata fiducia degli Stati Uniti nei confronti del Sistema Italia, impegnato in una serie di riforme che destano interesse oltre oceano ("riforme non solo annunciate ma finalmente attuate" ha sottolineato Serracchiani) e che registra, dopo anni di crisi, incoraggianti segnali di ripresa, desta interesse negli USA (26 milioni di italoamericani) quello che può offrire il Friuli Venezia Giulia.

Con la congresswoman Rosa DeLauro, influente esponente democratica, da 25 anni a Capitol Hill, Serracchiani - accompagnata dall'ambasciatore d'Italia a Washington Claudio Bisogniero - ha anche parlato di possibili partnership con lo Stato che rappresenta, il Connecticut. In particolare le locali Università e l'affermato settore biomedicale possono, secondo DeLauro, tessere relazioni e programmi di scambio di studenti, ricercatori ed esperienze con i nostri atenei e con i nostri istituti di ricerca. "Sono molto interessata a esplorare gli spazi di collaborazione", ha sostenuto DeLauro.

Più in generale c'è, da parte statunitense, interesse anche per le potenzialità del Porto di Trieste che può fare del Friuli Venezia Giulia un ponte naturale tra Est e Ovest, favorendo i rapporti commerciali tra gli USA e l'Europa Centrale e Orientale e gli investimenti americani. Lo hanno confermato anche i copresidenti del caucus italo americano, i deputati Bill Pascrell, democratico, e Pat Tiberi, repubblicano, che Serracchiani, sempre assieme all'ambasciatore Bisogniero, ha incontrato ancora nella sede del Congresso degli Stati Uniti d'America. Un lungo e cordiale scambio di idee anche su temi di politica interna dei due Paesi, con le prossime elezioni presidenziali, e degli scenari internazionali, con particolare riferimento ai flussi migratori. In proposito c'è grande considerazione per come l'Italia ha affrontato questo delicato tema.

L'ipotesi di un focus sui Balcani è stata invece formulata in due distinti colloqui con alti esponenti del Dipartimento di Stato: nella residenza dell'ambasciatore con Scott Higgins, esperto di Europa Occidentale, e nel corso di un pranzo di lavoro, offerto dal vicecapo della missione italiana in USA Luca Franchetti Pardo, con l'ambasciatore Hoyt Brian Yee, deputy assistant secretary dello stesso Dipartimento, con delega sui Balcani. Il comune interesse è di rafforzare i fondamentali economici di quei Paesi, sia attraverso la creazione di infrastrutture che con iniziative finalizzate a creare nuove opportunità per i giovani in realtà come la Bosnia-Erzegovina sono i possibili ambiti di confronto, assieme alle autostrade del mare, al sistema portuale del Nord Adriatico, all'approvvigionamento di materie prime dopo la scoperta di un giacimento di gas al largo dell'Egitto.

Nell'agenda anche un confronto con esponenti della Banca Mondiale, "importante occasione per meglio comprendere le azioni più efficaci da attuare", e un lungo scambio di opinioni all'American Council, centrato in particolare sulle conseguenze per l'Europa dell'accordo economico tra Stati Uniti e Paesi asiatici. Accordo che, se ratificato, dovrà essere da stimolo ad analoga intesa con il Vecchio Continente per il quale gli USA nutrono una certa preoccupazione, legata alla scarsa crescita.

A chiudere la tre giorni una serie di incontri mirati cui hanno preso parte Giovanni Da Pozzo, presidente della Camera di Commercio di Udine, Omar Londero, dell'Azienda Speciale Imprese e Territorio -I.Ter, sempre della CCIAA di Udine, Matteo Tonon, presidente di Confindustria Udine, Alberto Felice De Toni, rettore dell'Università di Udine, Stephen Taylor, direttore Marketing, Comunicazione e Sviluppo mercati di AREA Science Park, Alberto Morgante, direttore Istituto Officina dei Materiali CNR-IOM di AREA Science Park presso la Camera di Commercio americana, con esponenti delle agenzie federali Small Business Administration e National Institute of Standards and Technology e al Fondo Monetario Internazionale (FMI).

"È stata una missione intensa, che ha permesso di far emergere i punti di forza dell'economia del Friuli Venezia Giulia. Grazie alla collaborazione, sempre molto fattiva, della nostra Ambasciata, della rappresentanza consolare e dell'ICE, abbiamo raggiunto l'obiettivo di attivare importanti contatti politici e commerciali. Ora - ha indicato la presidente Serracchiani - il terreno è seminato. Continueremo a impegnarci a fondo per raccogliere i frutti del lavoro di questi giorni".

ARC/PPD



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