RITORNO TS ALL'ITALIA: SERRACCHIANI, EVENTO DI PROFONDO SIGNIFICATO

Trieste, 26 ott - "Non dobbiamo mai dare nulla per scontato: dobbiamo farlo per le generazioni più giovani, per non dimenticare una storia del Novecento che è stata sempre difficile per Trieste e per l'intero Friuli Venezia Giulia; dobbiamo farlo per noi stessi, che talvolta siamo portati a dimenticare quanto i nostri padri, i nostri nonni, hanno lottato per i loro ideali, per la loro terra, per il nostro Paese".

Lo ha affermato la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani oggi a Trieste a conclusione della cerimonia dell'alzabandiera solenne in piazza Unità d'Italia in ricordo del LXI del ritorno della città all'Italia, il 26 ottobre 1954.

"La Regione ricorda e celebra il definitivo ricongiungimento di Trieste alla Madrepatria, nella convinzione che quel 26 ottobre di 61 anni fa si compì un evento dal profondo significato storico". "Molti tormentati decenni sono scorsi alle spalle di quel fatidico 1954 - ha proseguito Serracchiani - e altre sofferenze sarebbero seguite, altre vittime sarebbero cadute, prima che Trieste rivedesse la pace e la sicurezza. In tutti quei travagliati eventi Trieste non ha mai perso, con la ferma volontà di essere italiana, il segno distintivo di essere e rimanere Porta d'Oriente e luogo franco di genti e culture. Oggi questo carattere e questa vocazione speciale sono una ricchezza per tutta la Regione e per il Paese".

"È giusto ricordare - ha proseguito Serracchiani - anche il lato più cupo della storia, e rivolgere un deferente pensiero a quanti nel '54 rimasero esclusi dal conforto del ricongiungimento: la separazione fu dura e definitiva, per molti l'inizio di un altro dramma". "Oggi guardiamo con partecipe sentimento a quegli anni, a partire dai quali nuove sfide hanno atteso Trieste. E pensiamo a quelle che ancora attendono il capoluogo regionale, cui auguro di mantenersi determinata come lo fu durante gli anni difficili". "Trieste può tornare ad ambire al rango di capitale dell'Adriatico e punto di riferimento logistico ed emporiale di un largo hinterland che dal Friuli Venezia Giulia si stende all'Europa Centro-Orientale".

"A questo serve ricordare i punti e le date salienti della storia: a ritrovare gli obiettivi autentici e profondi e - ha concluso la presidente Serracchiani - a rinnovare lo slancio per andare ancora più avanti".

Alla cerimonia di piazza Unità, con la presidente Serracchiani, sono intervenuti il prefetto Francesca Adelaide Garufi, la presidente della Provincia Maria Teresa Bassa Poropat, il sindaco di Trieste Roberto Cosolini, i vertici dei corpi armati dello Stato, un picchetto del reggimento Piemonte Cavalleria e i rappresentanti di tante associazioni combattentistiche, che hanno reso gli onori alla bandiera e ai gonfaloni di Trieste (decorata di Medaglia d'Oro al valori militare) e di Duino-Aurisina, a ricordare quella notte tra il 25 e il 26 ottobre 1954, allorchè alle 5.30 del mattino giunsero da Duino i primi contingenti militari, guidati da Carabinieri, Guardia di Finanza e Pubblica Sicurezza.

Il passaggio dei poteri avvenne alle 10.00 del mattino, quando oltre 300.000 triestini attesero in piazza Unità, in una giornata di pioggia, il primo alzabandiera dopo 11 anni dal settembre 1943.

ARC/RM



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