Lunedì, 17 Maggio 2021
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Salute: autismo, in FVG un passo avanti nella cura e nell'assistenza

Trieste, 13 marzo - Significativo passo in avanti nella cura e nell'assistenza ai malati di autismo in Friuli Venezia Giulia. La Giunta regionale, riunitasi oggi a Trieste, su proposta dell'assessore alla Salute Maria Sandra Telesca ha infatti deliberato l'adozione del documento sulle Linee di indirizzo regionali per il percorso assistenziale dei Disturbi dello Spettro Autistico (DSA) in età evolutiva. Inoltre l'Esecutivo ha conferito mandato alla direzione centrale Salute, Integrazione socio-sanitaria, Politiche sociali e Famiglia della Regione di avviare la definizione di un percorso assistenziale per l'età adulta e di nominare i componenti del Tavolo regionale per i DSA.

Di un passaggio dovuto e storico ha parlato l'assessore Telesca, la quale ha ribadito che "scontiamo i retaggi di un passato in cui l'autismo ha subito la penalizzazione di un approccio debole da parte delle istituzioni. Per questo il documento deliberato dalla Giunta deve essere considerato un ottimo punto di partenza da calibrare bene, in un'azione di costante aggiornamento e verifica". Nel dettaglio le Linee di indirizzo definiscono il percorso diagnostico-assistenziale dei minori affetti dalla patologia autistica, con l'obiettivo di indicare i principi generali dell'organizzazione della rete assistenziale, coerentemente all'equità di accesso ai servizi sul territorio regionale.

Il primo passaggio è dedicato all'identificazione precoce del disturbo a cui deve seguire la messa in atto di interventi per la correzione dei comportamenti disadattivi. Un approccio diagnostico di questo tipo, come documentato a livello scientifico, avviato nei primi anni di vita risulta essere efficace nel miglioramento delle capacità comunicative, relazionali e cognitive dei bambini con DSA.

A tal fine il documento descrive quello che deve essere il percorso di riconoscimento della malattia integrato dalla fase valutativa e la successiva presa in carico per fasce d'età, con l'individuazione dei sistemi di cura più efficaci in un ventaglio di opzioni che comprende il domiciliare, l'ambulatoriale il semiresidenziale e il residenziale.

Decisivo il ruolo dei pediatri, che già nelle prime fasi di vita possono riconoscere gli aspetti comunicativi e relazionali dei bambini sospetti di DSA grazie all'ausilio di strumenti come l'M-Chat: un questionario di 20 domande rivolto ai genitori di piccoli tra i 16 e i 30 mesi, finalizzato a cercare all'interno della popolazione quei casi con caratteristiche di sviluppo compatibili con un rischio di autismo.

Oltre alla definizione di equipe multidisciplinari territoriali con formazione specifica, nelle Linee di indirizzo vengono anche trattate le problematiche di un eventuale ricovero, i cui cambiamenti dell'ambito abitudinale e familiare nel bambino autistico possono generare delle crisi che debbono essere gestite.

Sul piano epidemiologico, gli studi internazionali evidenziano un raddoppio dei casi di DSA nell'ultimo decennio, mentre gli ultimi dati del 2014 a livello regionale registrano 425 casi della sfera infantile adolescenziale con diagnosi di DSA in carico ai servizi pubblici, mentre 49 sono quelli relativi a soggetti maggiorenni. Sempre le statistiche indicano che dal 60 al 90 per cento dei bambini autistici, una volta adulti, non saranno autosufficienti e avranno bisogno di cure e assistenza per tutto il prosieguo della loro vita. Da questi numeri è emersa l'esigenza e la priorità relativa alla definizione di un percorso assistenziale anche per la fascia che va oltre i 18 anni.

Infine la Giunta ha rilevato l'opportunità dell'istituzione di un Tavolo regionale per i Disturbi dello Spettro Autistico presso la direzione centrale Salute della Regione, con gli obiettivi, tra gli altri, di monitorare lo stato di attuazione delle Linee di indirizzo per l'età pediatrica e di implementare in Friuli Venezia Giulia i percorsi di diagnosi precoce. A far parte di questo Tavolo, oltre ai dirigenti regionali e ai responsabili medici e tecnici delle strutture pubbliche e private, saranno nominati anche tre rappresentanti proposti dalla Consulta regionale delle Associazioni delle persone disabili e delle loro famiglie.

ARC/GG/EP



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