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Salute: Fedriga-Riccardi a sindacati, avanti con il confronto

Trieste, 3 ott - L'azione riformatrice fondata sulla condivisione di un metodo autenticamente partecipativo e la necessità di creare le migliori condizioni affinché le strutture ospedaliere e territoriali collaborino al fine di offrire un servizio di qualità al cittadino.

Questi i concetti ribaditi dal governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, e dal vice governatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, oggi a Trieste nel corso dell'incontro con le rappresentanze sindacali regionali di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Confsal.

L'analisi, come ha sottolineato Fedriga, è partita dalla criticità del sistema i cui riflessi negativi "vengono percepiti dai cittadini". Da qui un percorso che porterà a breve alla scelta di un modello di governance che consentirà, già nel 2019, di far entrare la riforma in una prima fase di operatività, durante la quale verranno definiti la pianificazione degli interventi e gli aspetti organizzativi del sistema.

Da parte sua, Riccardi ha rimarcato come la Regione sul piano sanitario in questi ultimi anni abbia perso attrattività. Da questo la necessità di apportare delle modifiche per invertire la tendenza negativa.

"Abbiamo spiegato - ha detto il vicegovernatore - che sono due i fenomeni che abbiamo davanti: uno che riguarda il sistema ospedaliero e l'altro quello territoriale. Entrambi risultano essere disordinati e inefficienti e vanno messi in sicurezza prima possibile. La scelta, quindi, è se metterli insieme e separare il territorio in tre aree, oppure tenere il territorio unito e dividere i due i problemi, affrontandoli in un percorso che comunque deve prevedere il dialogo. Si tratta di un tipo di decisione di stampo organizzativo che nulla ha a che fare con la politica".

Riccardi, registrando con soddisfazione il riconoscimento da parte delle organizzazioni sindacali per l'applicazione di un metodo ispirato al confronto, ha registrato una serie di osservazioni, tra cui alcune relative al personale sanitario (età media alta e numero di pensionamenti) e allo stress subito dalle strutture a seguito della precedente riforma, che, come evidenziato dagli stessi sindacati, ha lasciato alcune applicazioni incompiute quali, ad esempio, l'avvio dei Centri di assistenza primaria (Cap).

Il vicegovernatore infine, dopo aver illustrato l'esigenza di un ente intermedio che liberi le aziende dalle competenze burocratiche e amministrative dando modo alle stesse di dedicarsi agli aspetti prettamente sanitari e assistenziali, ha posto il tema della riperimetrazione delle aree e dei flussi, rimarcando il danno per molti cittadini del Friuli Venezia Giulia, in special modo anziani, "di essere costretti a percorrere decine di chilometri quando la stessa prestazione sanitaria potrebbe essere disponibile a una distanza significativamente più ravvicinata". ARC/GG/fc
 



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