Martedì, 22 Giugno 2021
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Salute: Telesca, standardizzare cure per dare più Europa ai cittadini

Grado, 24 marzo - Dalla collaborazione internazionale non possono che scaturire anche condizioni migliori di salute per i cittadini del Friuli Venezia Giulia e delle realtà contermini, assieme a opportunità di crescita per la sanità, e di ottimizzazione delle prestazioni erogate anche a chi si sposta tra Paesi diversi. Mentre per una realtà a forte vocazione turistica quale è il Friuli Venezia Giulia i servizi sanitari e la loro organizzazione rappresentano un valore aggiunto anche ai fini dell'attrazione turistica.

Questi sono i concetti cardine dell'intervento dell'assessore regionale alla Salute, Maria Sandra Telesca, a conclusione della conferenza internazionale tra le realtà sanitarie di Friuli Venezia Giulia, Austria, Repubblica Ceca, Germania e Slovenia sui temi del turismo sanitario transnazionale.

Telesca ha ricordato il percorso comune già avviato, che mira a intercettare le nuove esigenze di salute dei cittadini derivanti dai cambiamenti, dalla ricerca del benessere, dai mutati stili di vita, evidenziando i tre elementi attorno ai quali si è imperniato il confronto odierno: assistenza sanitaria transfrontaliera, connessione tra turismo e salute, centri termali come occasioni per il benessere.

Riprendendo anche l'intervento di Leopoldo Comisso, dell'azienda sanitaria n.2 Bassa friulana isontina (il quale si era soffermato sugli esiti del progetto HoNCAB, indagine su sanità e turismo, e sulla rete europea di ospedali per l'assistenza sanitaria transfrontaliera, che implica la condivisione di esperienze pratiche sulle tematiche della mobilità transfrontaliera), l'assessore ha affermato che "occorre standardizzare le cure per dare più Europa ai cittadini". E il sistema sanitario del Friuli Venezia Giulia, riconosciuto per la sua eccellenza, è un complemento efficace alla qualità del turismo. In una logica sinergica tra i settori turistico, dell'invecchiamento attivo, e del benessere, da sviluppare secondo programmi strutturati e condivisi, tra tutti i diversi soggetti interessati.

La mobilità sanitaria internazionale è un fenomeno in aumento, che secondo l'Ue ha un valore di 10 miliardi di euro.

Infatti se il turismo sanitario, è stato detto nel corso del convegno, può essere considerato un fenomeno di nicchia, esso è però fortemente correlato alla mobilità turistica internazionale, e presenta dunque interazioni con le attività turistiche presenti sul territorio, ma può anche avere positive ricadute economiche, in particolare nelle zone vocate al termalismo.

Il sistema della mobilità internazionale si colloca come parte del più vasto sistema di assistenza a carico dello Stato, e ha lo scopo di tutelare, anche dal punto di vista dell'assistenza sanitaria, i cittadini che si spostano all'interno della Ue, della Svizzera, dello spazio economico europeo e dei paesi convenzionati con i quali sono in vigore accordi di sicurezza sociale.

Un altra opportunità per migliorare la salute nell'ambito della sanità transnazionale, trattata nella giornata, è stata rappresentata dal progetto HoNCAB, cofinanziato dalla Commissione europea per il periodo 2008-2013, che ha consentito di creare una rete di ospedali pilota di Friuli Venezia Giulia, Austria e Slovenia per la condivisione di esperienze sulle tematiche della mobilità transfrontaliera.

Tematiche, che sono state al centro di uno specifico pacchetto, il WP8, che è stato coordinato a livello europeo dall'Azienda sanitaria n.5 Bassa friulana (ora Azienda n.2 Bassa friulana isontina) con l'obiettivo di raccogliere informazioni sulla sanità transfrontaliera di sei diversi paesi.

Ne è nata un'esperienza che ha attivato azioni concrete per la tutela sanitaria dei cittadini che si spostano oltre i confini dei rispettivi paesi.

I lavori, nella tarda mattinata, avevano permesso di valutare le prospettive che si aprono, per il turismo sanitario di livello internazionale, nelle diverse realtà considerate dal convegno, attraverso la voce di esperti, manager del settore della salute, specialisti nella riabilitazione e nei trattamenti termali.

In particolare si è parlato delle esperienze delle terme di Grado e di quelle nella Repubblica slovena, in Germania e in Austria, per affrontare poi gli argomenti della mobilità internazionale sanitaria, prevista dalle direttive europee, ovvero del diritto dei cittadini dell'Europa comunitaria di poter scegliere di curarsi in qualsiasi Paese della Ue.

Diritto, che può essere considerato come un'opportunità economica per il settore turistico: la mobilità sanitaria consente infatti, nel contempo, di offrire occasioni di salute, valorizzando la proposta sanitaria per i cittadini comunitari, e di attivare servizi dedicati, volti a favorire la riabilitazione e le cure.

Prima dell'intervento conclusivo dell'assessore Telesca, si era svolta una tavola rotonda alla quale hanno partecipato gli europarlamentari Martina Dlabaiova, della Repubblica Ceca, e Alojz Pelerle, della Slovenia. ARC/CM
 



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