Sanità: Riccardi, a breve la norma di riordino della governance

Gorizia, 3 luglio - "Abbiamo pochi mesi per delineare una norma di riordino della governance della sanità regionale, necessaria per affrontare alcune criticità che continuano ad emergere dalla fase di ascolto con i professionisti del settore".

È questo l'obiettivo delineato oggi dal vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia, con delega alla Salute, Riccardo Riccardi che, accompagnato dal direttore centrale della direzione regionale Salute, Gianni Cortiula, ha incontrato oggi a Gorizia i vertici dell'Azienda per l'assistenza sanitaria n.2 Bassa friulana-Isontina, diretta dal direttore generale, Antonio Poggiana. Riccardi ha fatto visita alla direzione generale, al dipartimento di Salute mentale e all'ospedale "Fatebenefratelli" dove il confronto è proseguito con tutti i direttori dell'ospedale e i responsabili dei vari dipartimenti, oltre ai dirigenti dell'area infermieristica e amministrativa.

Due le criticità maggiori raccolte da Riccardi al termine della visita "un problema di carenza di omogeneità derivata dalla fusione di due aziende territorialmente molto diverse tra loro, che porta con sé la difficile definizione del rapporto tra i quattro ospedali spoke che insistono nell'azienda e gli ospedali hub di Udine e Trieste collocati fuori dall'azienda stessa"; a questa si aggiunge "una forte demotivazione del personale" che per il vicegovernatore è un tema ricorrente colto nella fase di ascolto che sta caratterizzando la prima parte di mandato. Riccardi si è rivolto agli operatori sanitari ricordando che "la mia porta è aperta per ogni necessità di confronto, poiché voi siete i protagonisti della straordinaria esperienza che ha a che fare con la salute dei cittadini".

Entrando nel dettaglio il vicegovernatore ha ribadito la primaria necessità di incidere sugli investimenti in innovazione, dal momento che "scontiamo un ritardo strutturale sull'avanzamento tecnologico". Quanto alla governance, Riccardi è tornato sull'opportunità di ripristinare l'Agenzia regionale per la sanità come ente gestionale "seppure secondo un modello diverso dal passato e più innovativo" e di giungere a brevissimo a colmare i posti vacanti nell'organico della direzione centrale. Ferma la necessità di salvaguardare il fiore all'occhiello della sanità regionale, ovvero l'integrazione socio-sanitaria, resta da rivedere il rapporto tra offerta pubblica e privata e tra Università e azienda.

Nel confronto con i medici sono state indicate come prioritarie questioni legate ai punti nascita, alle cardiologie, ai percorsi oncologici, all'aumento di accessi ai Pronto Soccorso e alla carenza di personale medico e infermieristico. Un punto quest'ultimo che sulla carta contrasta con i rilievi della Corte dei Conti, che ha stigmatizzato una crescente spesa per il personale, a fronte di un palese disagio sottolineato più volte dagli stessi operatori rispetto alla difficoltà di garantire i turni di lavoro e quindi una efficace gestione dei servizi. "È una questione che intendo approfondire", ha chiosato il vicegovernatore.

Quanto alle specificità dell'Aas n. 2, evidenziate dal direttore Poggiana, l'azienda presenta uno dei tassi di ospedalizzazione tra i più bassi della regione (120,41 per 1000 abitanti) con un trend di diminuzione dei ricoveri che è maggiore della media regionale. I due ospedali organizzati su quattro sedi (Latisana - Palmanova e Gorizia - Monfalcone) hanno registrato 27.238 ricoveri nel 2017 (quasi pari al numero di ricoveri dell'azienda triestina), mentre le prestazioni ambulatoriali erogate dalle strutture aziendali sono state in media 3,16 per abitante (esclusi i dati di laboratorio), pari complessivamente a 2,5 milioni di prestazioni nello stesso anno. L'azienda registra inoltre il maggior numero di accessi al Pronto soccorso di tutta la regione, per effetto della presenza delle località balneari di Grado e Lignano.

Restano ampie le differenze tra l'area isontina e quella della Bassa friulana nell'erogazione dei servizi territoriali, laddove la Bassa ha una maggiore offerta domiciliare, dovuta ad una strutturazione più efficace del servizio (sono poco più di 46 mila e 400 gli accessi domiciliari nell'area isontina e oltre 66 mila quelli nella Bassa). Restano elevate le funzionalità del Dipartimento di salute mentale, con 4000 utenti e un'attività prevalentemente domiciliare e del tutto autonoma dagli ospedali, cui si aggiunge anche un servizio di degenza con una media di 7 posti letto per ciascun Centro.

Corposo, infine, il piano degli investimenti infrastrutturali per oltre 20 milioni di euro che comprende, tra gli interventi principali, la ristrutturazione dell'ospedale di Latisana, il reparto di Neuropsichiatria infantile di Monfalcone, l'adeguamento antincendio dell'ospedale di Monfalcone e del primo lotto di quello di Palmanova, il nuovo poliambulatorio nell'ex Caserma Monte Pasubio di Cervignano del Friuli, il corpo di collegamenti delle palazzine C e D del Parco Basaglia di Gorizia. ARC/SSA/ep
 



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